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libri per viaggiatori che hanno perso la strada

1442216383931Internet è la minaccia continua per i lettori. E’ matematico: il tempo che perdiamo a guardare cazzate, leggere post interessanti o meno, scorrere gallery di brufoli di famosi o di scarpe che non compreremo mai, prima era tutto dedicata ai libri. O al massimo ai giornali.

E se prima dedicavo ore ed ore alla lettura cartacea, adesso mi ritrovo ad avere sempre un libro a portata di mano, ma con il segnalibro perennemente nello stesso punto.

Però ultimamente nella mia vita sono piombati due libri, assolutamente per caso.

E sono stati due libri che evidentemente mi chiamavano, e volevano essere letti in un modo o nell’altro: i libri spesso ti sfiorano, sanno che hai bisogno di loro, sono certi che le parole che inchiostrano pagine di carta ruvida saranno le migliori che le tue orecchie potranno ascoltare.

“Walkaboutitalia”e “Solo bagaglio a mano” sono libri per persone che hanno perso la strada.

Il primo l’ho trovato al Salone del Libro di Torino, dove per “protesta” di solito non compro molti libri (eddai, scontateli), ma la copertina del libro su una locandina mi ha fatta avvicinare allo stand e curiosamente quel libro.

L’ho cominciato e ho sentito il bruciore delle sue ferite.

Più leggevo più seguivo i suoi passi con curiosità.

Un cammino lungo tutta l’Italia, dalla Sicilia al Lago Maggiore, senza mezzi, senza mai farsi accompagnare, senza sconti sui passi che avrebbero dovuto riaccompagnare Darinka Montico a casa.

Un dettaglio? L’autrice ha deciso di viaggiare senza soldi e con una scatola in cui raccogliere i sogni delle persone che avrebbe incontrato lungo il suo cammino.

Il racconto di un’Italia bellissima e d’altri tempi, che profuma di accoglienza e puzza spesso di razzismo, un paese in cui la gente ancora sogna, ancora si fida, ancora sceglie di aprire la porta e far sì che una sconosciuta dorma sul divano.

Un cammino voluto, giornate di silenzi in cui doveva portarsi dietro sé stessa e la sua storia, un amore finito, un cambiamento necessario.

Ho sottolineato frasi, lasciato che si imprimessero nella mia vita come se stesse condividendo con me personalmente quei racconti, il suo passato, un amore finito, la consapevolezza dura di chi è stato a lungo sulla strada e ha dovuto tirarsi sempre sulle maniche.

Leggere queste pagine di diario mi ha fatta sentire maledettamente comoda e maledettamente fortunata, oltre a ricordarmi quelle scarpe piene di buchi che conservo gelosamente dentro l’armadio.

Quelle scarpe, regalo di mia sorella sono state quelle che mi hanno portato in Asia da sola, solo quelle che hanno visto il fango del Vietnam e il sole di Cuba, hanno percorso centinaia di chilometri prima di essere davvero irreparabili.

E può essere che siano delle scarpe, una sciarpa o un maglione, ma c’è sempre un oggetto che ti ricorda la strada che ti ha portato a quel punto: deve esserci.

Walkaboutitalia mi ha fatto venire voglia di viaggiare in Italia, mi ha stimolato un amore sincero per quel mondo che spesso all’estero viene stereotipato: l’accoglienza è qualcosa con cui nel mio mondo non si scherza. L’accoglienza dalle nostre parti è scritta nel DNA.

E poi?

Una riflessione d’altro tipo, che può essere collegata a quelle scarpe, al mondo delle cose a cui troppo spessi ci leghiamo: “Solo bagaglio a mano” è tutt’altro tipo di libro. Parla di vita, di viaggi, di trasferimenti, di come viaggiare leggeri.

Non pensavo di trovarci un kit della valigia perfetta, ma sicuramente qualcosa che mi insegnasse ad organizzare un bagaglio più lieve, e così è stato.

E’ un piccolo manuale di vita per viaggiatori, perché quando hai chiuso il libro ti rendi conto che quelli sono davvero insegnamenti di una vita di viaggi, scritti da uno che  di  tramonti in giro per il mondo ne ha visti abbastanza da capirne il vero valore.

Sono storie,  a volte che si ammassano l’una sull’altra, ma che sono tutte piccole morali che compongono un puzzle che diventa il quadro per una vita che puoi chiudere davvero in uno zaino, esperienze di altri che devono diventare il nostro bagaglio dell’anima.

Forse ultimamente sono successe troppe cose, forse sto cominciando sempre di più a guardare la vita da una diversa prospettiva, ma la cruda realtà è che i ricordi, le persone e le emozioni condivise sono tutto quello che ci resta.

A volte riguardi una foto dimenticata e diventa una madeleine proustiana per aprire un mondo che hai sempre e comunque dentro l’anima, e non ci sarà mai nessuna borsetta che possa evocarti una sensazione simile.

La leggerezza che non è frivolezza, le sfide con noi stessi vinte, gli abbracci dati con amore, una persona che riesce a farti scatenare le farfalle nella pancia, un viaggio tanto atteso, un panorama che ti toglie il fiato, la strada che ci porta dove vogliamo andare, gli amici, quelli veri che no ti tradiranno mai, la  famiglia.

Le suole consumate e la strada che ti insegna la vita (e questo post) odora di banalità, retorica e già letto, ma di maledettamente vero.

Questi due libri sono stati due bellissimi promemoria, pagine che aprono l’anima e il cuore verso quello che nella vita bisogna essere sempre anche stando a casa: viaggiatori.

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6 Comments

  • Reply silvia - i diari della lambretta

    li leggerò 😉

    15 settembre 2015 at 12:50
  • Reply Arianna

    Wow!!!! Non ci sono altre parole!!!
    Emozionante…e sicuramente li leggerò!!!

    15 settembre 2015 at 18:23
    • Reply Paola Annoni

      poi fammi sapere cosa ne pensi eh! 😀

      16 settembre 2015 at 8:48
  • Reply Sara

    Ciao Paola! Giuro che non sono una stalker, ma ho letto questo post e al titolo del libro “Solo bagaglio a mano”, ho pensato: che coincidenza! Ho aperto un blog qualche giorno fa che si chiama Bagaglio a Mano Rulez, un nome un po’ buffo ma che racchiude la mia idea di viaggio: mi sto rieducando a (cercare di) portare con me solo l’indispensabile, senza riempirmi di cose inutili. Un po’ come vorrei vivere, circondata dalle cose importanti e che contano, senza troppi fronzoli.
    Penso che lo leggerò 🙂 Grazie!

    15 settembre 2015 at 20:45
    • Reply Paola Annoni

      Ciao Sara! Mi hai fatto super ridere… A me fa solo piacere se metti commenti sotto ogni singolo post! Mi piace avere persone interessanti che girano tra le pagine del mio blog.
      Il libro merita davvero, sono pagine che ti arricchiscono profondamente.
      Adesso vado a farmi un giro sul tuo blog! Un abbraccio!

      16 settembre 2015 at 8:47

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