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Europa, Inghilterra, Londra

A passeggio per Notting Hill: itinerario, mappa e curiosità

Notting Hill
Londra non si ferma. Londra è quell’immagine di un tizio che scappa dall’attentato con una birra in mano. Il miglior modo per affrontare tutto quello che sta succedendo è riportarvi là, ripartire con un itinerario, una passeggiata insolita nelle viette di Notting Hill. Dopo aver letto questo post di Expedia sulle passeggiate, sono tornata in quel quartiere che ho amato da subito: ammettiamolo, il suo fascino non lo perde neanche se il mercatino di Portobello è diventato una bruttura per turisti e i negozi di souvenir rubano spazio a quelli vintage. Ma le porticine colorate, il negozio di mappe, i colori tenui e i vialoni alberati. Vi sfido a non dire almeno un paio di “ooooh”.

Ti innamori poco alla volta, negli angoli senza ressa e senza troppa gente, dove la vita scorre ancora lenta.

Partiamo?

Uscendo dalla stazione metropolitana, incrociate le dita e sperate che il negozio di libri davanti sia ancora aperto: ha sempre tantissime offerte e svendite Bookware House (top sui libri di cucina). Ah, vi segnalo anche una libreria di soli libri di cucina poco lontana da li! Si chiama Book for Cooks e fa anche corsi di cucina.

Fatevi mettere da parte qualche libro e poi passate a prenderlo a fine percorso perché nello zaino pesano.

Andate verso Pembridge road (in pratica dopo Foxtons girate a destra) e subito dopo a sinistra, dove vedete The Gate Theatre: entrate lì dentro, fate un pezzetto di strada. Le viette nascoste che sbocciano vicino ai Victoria’s Gardens sono una meraviglia da fantamilioni di Pound, ma guardare non costa nulla, no?

Proseguite in Ladbroke Terrace road per arrivare nella splendida zona verde chiamata  Ladbroke Square, che ha la curiosità di avere la più  grande area privata dentro un parco comunale. Tanti di questi angolini sono chiusi, aperti solo per gli eventi (Open Garden Squares Weekend, di solito in Giugno). Se morite dalla curiosità di sapere di chi sono i giardini, trovate tutto qui.

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In questa zona, la famiglia più ricca e che possedeva la maggior parte dei terreni nella “rurale” Notting Hill ottocentesca, era proprio quella dei Ladbroke (sì, è per questo che trovate il loro nome ovunque, perché era tutto loro ed erano ricconi).

Proseguite per Ladbroke Groove, se avete voglia fate tappa dentro Saint John On Notting Hill che trovate sulla sinistra: è carina perché ricorda che proprio lì, c’era un ippodromo dove facevano le corse dei cavalli. In pratica tal John White (ma davvero? Tipo Mario Rossi?) ha noleggiato dal signor (ovviamente) Ladbroke, una zona più estesa di Ascot (il famoso circuito dei pomeriggi dell’alta regalità inglese, che si estende per quasi un chilometro quadrato) per farci ovviamente un circuito per i cavalli, in modo che la gente potesse guardare la gara dalle colline intorno. Epic fail notevole, perché il terreno acquitrinoso (non proprio ideale visto che ad Ascot, per esempio, stanno anche a misurare i millimetri – 4, per la cronaca – di erba) faceva cadere e ferire i cavalli, e la gente non aveva proprio voglia di vedersi correre dei fantini nel giardino di casa. L’idea fallì nel 1841 e sbocciò il mondo di Notting Hill.

Proseguite verso Lansdowne Crescent, di fianco alla chiesa: al numero 21-22 c’era il Samarkand Hotel, dove Jimi Hendrix fu trovato incosciente (un modo carino per dire morto) il 18 settembre 1970. Dall’altra parte dell’oceano, 16 giorni dopo, la stessa amara fine sarebbe toccata a Janis Joplin.

Lansdowne Crescent, 22

Next Stop: Pottery Lane e gli Hippodrome Mews. Due info veloci. A fine ‘800 questa zona era considerata tra i peggiori bassifondi di Londra, chiamati anche i “Piggeries”, perché il rapporto tra umani e maiali era 1 a 3. Tanto per capirci. Vicinissimo, un raro esempio di forno comune (the bottle kiln).

Proseguite fino a Claredon Road e girate verso Rosmead Road e Rosmead Gardens: tattaradan! Siete sul set del famoso Notting Hill, dove un affascinante e pettinato Hugh Grant conquistava Julia Roberts. Sì, la scena nel giardino privato era qui. Purtroppo è un giardino chiuso e la famosa panchina… Non è qui, ma in Australia (pare).

Proseguite, poco lontano c’è la celebre Portobello.

[Deviazione per gente appassionata di musica che ha voglia di camminare: allungate la strada fino a The Tabernacle: oggi un centro per le arti, ma quel palco dove adesso probabilmente fanno le recite quelli delle medie, è stato calcato da gente tipo Rolling Stones, Clash e Pink Floyd. ]

Torniamo a Portobello.

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La mia opinione è che il mercato potete davvero evitarlo, andate su Portobello road (e fermatevi a mangiare una fetta di torta dalla Hummingbird Bakery). Il famoso mercato delle pulci, pieno di antichità e curiosità, l’ultima volta che sono andata era un’accozzaglia di roba e gente che vendeva degli spinner (che commento da anziana, lo so).

Proseguite lungo Portobello e vi troverete davanti l’Electric Cinema. Alt: fermi tutti. Avete visto come è fatto dentro?! Io l’ho scoperto tardi, ma guardare un film qui dev’essere una figata pazzesca! Nato nel 1911, chiamato originariamente Imperial Playhouse, ha soffitti favolosi, poltrone e divani. Ok, costa un botto, ma vuoi mettere guardare un film qui, comodamente seduti su un sofà? Sul sito ci sono anche info sul noleggio privato del cinema. Ho detto tutto.portobello_0

Se state cercando la libreria del film, vi dico con una certa amarezza che non c’è, e il negozio “the travel book shop” è un posto orrendo di souvenir in cui non c’è manco mezzo libro. Io dico, fallo un angolino, anche piccolo, con due robe di carta. No, solo calamite, tazze e bus rossi di metallo a prezzi esorbitanti.

Risalite Portobello Road, poco dopo troverete sulla destra uno dei negozi che adoro: The Portobello Print & Map Shop, un antico angolino che vende mappe di tutte le forme, colori ed epoche, praticamente di ogni angolo del mondo. Ovvio, per acquistare qualcosa devi ipotecare la casa e vendere un rene, ma stare lì a guardare com’era il mondo nel 1850 è, ai miei occhi, qualcosa di magico.

Incamminatevi verso la stazione della metropolitana, finendo di guardare negozi e negozietti, sognando  un po’ una Londra anni settanta che potete vedere ancora nei vicoli e nei giardini.

Londra, fuori dalla ressa dei posti più turistici, è quella che sogni e che ti aspetti, che si fa amare che è un piacere scoprire a piedi. Solo ricordatevi che alle 5 è l’ora del the.

Ogni scusa è buona per un paio di scones con la clotted cream e una fetta di torta!

 

Qui sotto potete trovare la mappa dell’itinerario e qui il link da usare:

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