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Grand Staircase Escalante: mappa, itinerario di due giorni, informazioni utili e foto

Le informazioni sul Grand Staircase Escalante sono davvero ridotte: è un parco gigante, che tutti ignorano e che ha strade sterrate che ti fanno passare la poesia di guidare. Quindi ho cercato di mettere insieme guide, esperienze, tutto quello che abbiamo trovato in giro e riorganizzare un itinerario di due giorni con tutto ciò che serve, con tanto di mappa (la trovate in fondo) e una quantità esorbitante di foto (ne avrei messe davvero molte di più!).

Dopo averlo visto, però, posso dire che è meraviglioso e vi assicuro che ne vale assolutamente la pena. In questo post cercherò di mettere tutte le informazioni e i pezzi di parco che averei voluto trovare io e che sono riuscita a mettere insieme durante il viaggio. E spero di leggere di tantissime persone che hanno scelto un 4×4 e di fare un tour insolito.

Dov’è: Ovviamente nello Utah, incastrato tra parchi più famosi. A nord ovest confina con Bryce Canyon, a Nord con la Dixie Forest a est con Capitol Reef, a sud con Lake Powell.

Auto: serve un suv (quindi una macchina piuttosto alta) meglio se 4×4. Le strade sono ben tenute ma sono quasi tutte non pavimentate. Quindi se scegliete una macchina ribassata o anche normale, qui rischiate realmente di disfarla.

Serve una guida esperta, perchè molte strade sono un po’ impegnative: non particolarmente pericolose ma spesso non hanno protezioni e ci si può far prendere facilmente dal panico.

Quanti giorni ci vogliono per vederlo?

Bella domanda. Noi ne abbiamo dedicati due interi, ma se ne avessimo avuto uno in più, non sarebbe stato sprecato.

Guide: si trovano davvero poche informazioni, e tutte quelle che troverete di seguito le abbiamo messe insieme tra mille guide, brochure e informazioni online tra una vastità di roba inutile e qualche informazione precisa. Una che devo realmente citare e a cui devo fare un applauso (#notAMarchetta) è quella dedicata agli Stati Uniti Sud Occidentali della Feltrinelli. Il Willis Creek per esempio l’abbiamo trovato lì e dà ottime informazioni sul parco. Bravi.

Circa 8000 km quadrati (circa come l’Umbria, per intenderci) è il più grande parco del Sud Ovest degli Stati Uniti, ma è incredibilmente anche il meno visitato di tutti. Un po’ perchè ha di fianco delle meraviglie molto più accessibili, un po’ perchè è così grande che non sai davvero da dove partire, un po’ forse perchè di strutture ai confini del parco ce ne sono davvero poche e diventa sempre un po’ scomodo come scelta.

E’ un National Monument ed è stato creato solo nel 1996 da un decreto presidenziale ed è sempre stato un territorio controverso e nell’occhio del mirino di molti.

Il primo a volerlo rendere un National Monument fu Franklin Roosevelt, nel 1940 e doveva includere un territorio di circa 210 kmq (che avrebbe dovuto coprire il territorio da Lees Ferry fino a Moab e Green River, includendo 450 km del Colorado river, 241 km del Green River e 112 del San Juan Inn), ma ci fu una forte opposizione dei mormoni e non se ne fece nulla.

Perchè volevano evitare questa protezione? Uno dei pezzi che ora compone l’Escalante, il Kaiparowitz Plateau, era rimasto fuori dalla protezione del parco, è “stranamente” il più grande deposito di carbone del mondo, e chiamente la voglia dell’èlite di ricconi dello Utah di farlo diventare una miniera produttiva era sempre all’ordine del giorno, al punto che nel 1980 si resero conto che 1600 kmq erano stati disboscati per far posto alla miniera. E la mia domanda è: come fai ad “accorgerti” che hanno disboscato un’area più grande di Roma?

Grandi proteste, nulla di fatto. Nel ’96 Clinton fece felici gli ambientalisti (un po’ meno la gente del posto che non voleva cambiare la loro vocazione in “turistica”) e dichiarò formato il Grand Staircase Escalante National Monument.

Interessante scoprire come i confini dello Utah Grand Staircase-Escalante sono stati modificati dal proclama presidenziale nel dicembre 2017, che ha ridotto le dimensioni del monumento complessivo e ha separato il monumento in tre unità distinte: Grand Staircase, Kaiparowitz e Escalante Canyon… Essendo una cosa fatta da Trump a cui della natura non gliene frega una beata mazza, ci dev’essere qualcosa che riporta a questa storia. Vedremo.

L’esplorazione per noi è partita da Hanksville, un posto davvero dimenticato dal mondo in cui abbiamo dormito al Whispering Sands Motel (molto carino e pulito, non c’è su booking, bisogna prenotarlo sul loro sito) e mangiato al Duke’s Slickrock Grill (tutto a tema John Wayne e con piatti buonissimi e giganti).

Alla mattina abbiamo fatto spesa nel piccolo supermercato del distributore scavato nella roccia.

Prima tappa: Little Egypt. Le formazioni di pietra arenaria (Entrada Sandstone) sono praticamente onnipresenti in tutto lo Utah ed è grazie a questa “malleabile” pietra che abbiamo meraviglie come gli archi di Arches o la Goblin Valley.

E Little Egypt è un posto che non si discosta molto da quest’ultima. In questo curioso angolino si trovano delle paffute formazioni rocciose dalle sfumature più varie (dal rosso al bianco) e la luce del mattino regala i colori più belli.

Little Egypt – Grand Staircase Escalante

Little Egypt – Grand Staircase Escalante

Little Egypt – Grand Staircase Escalante

Little Egypt – Grand Staircase Escalante

Partendo da Hanksville, sulla UT95 (o 6 miglia dopo l’intersezione con la UT276 se venite dall’altra parte), dopo il miglio 20 c’è un cartello piccolo e marrone che segna a destra una scenic byway. Proseguendo per circa 2 miglia su strada sterrata (fattibile per tutte le auto però, perché assolutamente ben tenuta), si arriva ad un curioso angolo pieno di formazioni rocciose, eccolo lì, siete arrivati.

Poco più avanti c’è un piccolo stop con delle rocce stratificate: si trova un cartello con indicato Maidenwater Spring. In questo deserto rosso si trova un fiumiciattolo e tante mucche sparpagliate.

“Mucche sparpagliate”

Il paesaggio dopo, per arrivare a Bullfrog è letteralmente mozzafiato. Non sai dove guardare, continui a scattarere foto convulsivamente e a dire “ooohh! Guarda!”

Proseguite ancora un pezzetto sulla 95 e poi prendete la 276 che vi porta in direzione Bullfrog: prima di arrivare in città, girate a destra sulla strada sterrata che porta sul Burr Trail, una strada letteralmente mozzafiato.

La strada è intitolata a John Atlantic Burr, un pioniere che con la sua famiglia viveva a Salt Lake City e decise di scendere verso sud per fondare la città di Burrville, nel 1876. Ovviamente gli serviva una strada per spostare il bestiame tra le montagne tra le dure montagne di Waterpocket Fold  Burr Canyon e al Muley Twist Canyon. Questo percorso che collega Bullfrog e Boulder e che attraversa la zona della Glen Canyon passando per il Capitol Reef e immerso totalmente nel Grand Staircase-Escalante National Monument è conosciuto oggi come Burr Trail. E vi assicuro che è una figata.

Qui potete trovare le indicazioni chilometro per chilometro. [faceva brutto copiare e quindi è meglio riportare la fonte originale]

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

Burr Trail – Grand Staircase Escalante

 

Dopo il Burr trail siamo arrivati a Cannonville, un posto in cui non c’è assolutamente nulla ma è abbastanza vicino a Tropic, dove mangiare qualcosa di buono da Rustler’s Restaurant (oltretutto fa un po’ ridere che se lo cercate su google maps vi apparirà come prima cosa la faccia di Gianni che sorride con davanti una rack di costine).

A Cannonville abbiamo dormito al Grand Staircase Inn, un hotel carino dove lo shop non vende birra e se la chiedete vi guarderanno come se aveste chiesto 3 etti di crack.

La mattina dopo siamo partiti prestissimo e ci siamo messi in marcia per una delle più belle scoperte del viaggio, il Willis Creek. Partendo da Cannonville prendete  la strada che si chiama Scatupa Road e dopo soli 10 miglia circa troverete le indicazioni per il Willis Creek Ranch, uno slot canyon che non ha nulla da invidiare ad Antelope (e ai suoi 50 dollari d’ingresso soprattutto).

C’è un piccolo parcheggio e il percorso è ben segnalato. Dopo una breve passeggiata tra i cespugli si aprirà davanti a voi uno spettacolo veramente incredibile. Le onde formate dalla roccia e attraversate dal fiume sono lisce e cambiano colore con la luce del sole.

Questo slot canyon è “a pezzi”: nel senso che si attraversano pezzi di canyon, poi si cammina all’aperto e ci si reimmerge ancora in un altro slot canyon. Non fermatevi al primo pezzo perché dal secondo slot canyon diventa ancora più bello.

Willis Creek – Grand Staircase Escalante

Willis Creek – Grand Staircase Escalante

Willis Creek – Grand Staircase Escalante

Willis Creek – Grand Staircase Escalante

Willis Creek – Grand Staircase Escalante

Willis Creek – Grand Staircase Escalante

Il tutto è attraversato da un ruscello molto basso, facilmente attraversabile e “saltellabile” (nel senso che se si passa da una sponda all’altra del corso d’acqua si può proseguire a lungo senza bagnarsi): proseguite finchè l’acqua non vi impedisce di farlo.

Subito dopo proseguiamo verso Cannonville e il Kodakchrome Basin State Park, che deve il suo nome ad un fotografo del National Geographic che usava evidentemente pellicole Kodak e a cui il vecchio nome Thorny Pasture (pascolo spinoso) evidentemente non piaceva.

Nonostante abbiamo letto che non sia “imperdibile” io l’ho trovato davvero bellissimo. Tra i diversi trail abbiamo scelto l’ Angel’s Palace Trail, una camminata di circa 2,5 km che sale e scende tra i diversi view point del parco. Non troppo faticoso e assolutamente da fare, anche perchè vi ruberà solo un’oretta circa. QUi trovate una precisa descrizione passo dopo passo dell’hike.

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail una roccia “curiosa”…

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

Kodachrome Basin State Park -Angel’s Palace Trail

La strada che originariamente era stata creata per collegare Bryce e il Lake Powell, la Cottonwood Canyon Scenic Backway è la più breve ma non la più veloce: è lunga 46 miglia e parte dal nord del Kodakchrome e attraversa tutte quelle zone che poi vi buttano sulla Scenic Byway 12. E’ sterrata, quindi se piove è meglio evitarla (ci sono alcuni piccoli guadi da fare), ed è polverosa. Sconsigliata per i camper. Però in una bella giornata di sole, fatela. E’ bella, non come il Burr Trail ma vale la pena.

Cottonwood Canyon Scenic Backway

Cottonwood Canyon Scenic Backway

Cottonwood Canyon Scenic Backway

Cottonwood Canyon Scenic Backway

A poco più di mezz’ora di strada si trova il Grosvenor Arch, due archi di pietra arenaria a 45 metri di altezza: il più grande dei due archi ha un diametro di circa 30 metri è intitolato a l’arco è stato intitolato a Gilbert Hovey Grosvenor, presidente della National Geographic Society – il primo editore a tempo pieno del National Geographic Magazine.

Per arrivare basta una piccola passeggiata dal parcheggio e alzare il naso all’insù.

Grosvenor Arch – Grand Staircase Escalante

Grosvenor Arch – Grand Staircase Escalante

Grosvenor Arch – Grand Staircase Escalante

La giornata ovviamente non è finita e concludiamo in bellezza con il trail verso i  Toadstool Hoodoos: a differenza di quasi tutti i parchi, qui per arrivare al punto più bello (gli hoodoos appunto) bisogna fare una camminata non brevissima (circa 15/20 minuti), ma ne vale assolutamente la pena.

Il nome completo è Paria Rimrocks Toadstool Hoodoos e la passeggiata attraversa il letto di un fiume che non credo sia mai pieno e si arriva a delle curiose formazioni a forma di fungo.

Paria Rimrocks Toadstool Hoodoos- Grand Staircase Escalante

Paria Rimrocks Toadstool Hoodoos- Grand Staircase Escalante

Paria Rimrocks Toadstool Hoodoos- Grand Staircase Escalante

Paria Rimrocks Toadstool Hoodoos- Grand Staircase Escalante

Paria Rimrocks Toadstool Hoodoos

Non è ben segnalato, ma è tra il miglio 19 e il miglio 20 della US 89: ci sono sempre diverse macchine parcheggiate, quindi è davvero difficile perderselo.

Prima di arrivare a Kanab abbiamo fatto anche un pezzetto della Johnson Canyon Road, una piacevole strada asfaltata che passa accanto alla strada che attraversa il canyon offre paesaggi mozzafiato e mutevoli mentre si passa davanti alle Vermillion, White e Pink Cliffs.

La Johnson Canyon Road è asfaltata per diciotto miglia e poi diventa sterrata e ghiaia quando arriva all’altezza di Skutumpah Terrace verso Bull Valley Gorge, ma ammetto che ci siamo fermati prima, perchè avevamo fatto davvero il pieno di bellezze.

Una curiosità: lungo la strada si vede un’ammasso di casette pericolanti, che sembrano veramente un angolo di far west distrutto dal tempo. In realtà è il vecchio set cinematografico di Gunsmoke (dove il protagonista era un giovanissimo Clint Eastwood), situato a circa cinque miglia dal bivio della US89. Il set è su proprietà privata ma può essere visto dalla strada.

Johnson Canyon Road

set cinematografico di Gunsmoke

 

Questi sono stati i nostri due giorni alla scoperta di questo parco un po’ “sfigato” ma in realtà tutto da scoprire e dalla bellezza unica, che mi ha fatto venire voglia di cammirare e di tornare ancora una volta nello Utah a caccia di angolini ancora più sconosciuti dove solo la natura ha fatto il suo dovere.

Unica tappa che non siamo riusciti a fare per mancanza di tempo è stato l’Hole in The rock Road, che trovate qui 

Non ho parlato della splendida Scenic Byway 12, quella che per me è la strada più bella del mondo, perchè voglio dedicargli un post intero. Poteva non essere nello Utah?

 

Ecco la mappa con anche gli itinerari su due giorni

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1 Comment

  • Reply Francesca | Chicks and Trips

    Io rimango davvero basita. E’ un posto stupendo, sembra un sogno, sembra finto, sembra un film! Complimenti, un viaggio da non dimenticare davvero.
    p.s. non vedo l’ora di leggere il post sulla strada più bella del mondo!

    22 maggio 2018 at 12:19
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