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Londra

Londra: 5 luoghi iconici della musica Rock (+ bonus track)

Londra e la musica. La Musica e Londra. La storia è stata fatta nei quartieri periferici, nei club più bui, nelle strade che sono diventate pezzi di storia. L’altro giorno leggevo questo articolo del magazine di Expedia Discover sugli angoli romantici della città, e stamattina è arrivato un gigantesco pacco con dentro 150 copie storiche del Mucchio Selvaggio, quindi, cosa c’è di più romantico in casa nostra che le location del cuore della musica londinese?

1- Si può non cominciare da Abbey Road? Questa strada in St John’s Wood è famosa in tutto il mondo per essere la sede degli Abbey Road Studios e delle strisce pedonali sulla copertina dell’album omonimo dei Beatles (se cercate “Abbey Road Zebra crossing”, si trova anche su maps).

2- ok, questa può essere iconica per un po’ meno persone, ma Berwick Street, a Soho, è la strada che appare sull’album degli Oasis (What’s the Story) Morning Glory? (1995). E’ stata scelta per l’alto numero di negozi di dischi che ospita(va) e -per curiosità – i due uomini in copertina sono DJ Sean Rowley a sinistra, e il designer dell’album Brian Cannon.

3- Ci spostiamo a Chelsea, e precisamente al 102 di Edith Grove: al secondo piano c’è l’appartamento “disgustoso e puzzolente” in cui Mick Jagger visse con Keith Richard e Brian Jones tra il 1962 e il 1963.  E in cui si dice ci sia stata la vera genesi dei Rolling Stones.  Il primo incontro tra i due avvenne invece nella stazione di Dartford, una cittadina a circa 50 chilometri da Londra. Oggi c’è anche una targa che commemora il magico evento: “Mick Jagger e Keith Richard si sono incontrati sul binario 2 il 18 ottobre 1961 e hanno poi formato i Rolling Stones, una delle band di maggior successo di tutti i tempi”. Decisamente un incontro fortunato.

[qui sotto trovate il video in cui i due parlano di quello schifoso appartamento. Solo io vado in brodo di giuggiole con il loro accento?]

102 di Edith Grove, nel 1963

 

4- Quest’angolino di Londra legato a uno storico video musicale – quello di Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, contenuto nell’album Bringing It All Back Home e pubblicato nel marzo 1965 – ha per me un significato particolare. Per i 40 anni di Gianni una coppia di nostri carissimi amici hanno ricreato il video, con tanto di cartelli (splendidi e pieni di pezzi della nostra storia) con parole a caso e taglio di capelli alla Bob Dylan 65. La scena venne girata l’8 maggio 1965 in un vicolo dietro il Savoy Hotel di Londra dove Ginsberg e Neuwirth (che aiutarono Dylan a scrivere i cartelli la sera prima) passano spesso “dietro”, passeggiando qua e là.

 

5- Uno degli album più iconici di David Bowie (a proposito, avete mai sentito come Bowie pronuncia il suo nome? Così da sapere correttamente come dirlo!) uscito, il 16 giugno 1972 è stato uno dei punti chiave della sua carriera: “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”. La foto per la copertina è stata scattata una fredda e piovosa notte di gennaio, e il luogo esatto era Heddon Street, lungo la Regent Street, tra Piccadilly Circus ed Oxford Circus. Oggi c’è una targa (curioso che in Gran Bretagna solitamente le targhe commemorative sono di colore blu, mentre quella dedicata alla cover, al disco, al suo significato, alla cabina telefonica e al numero 23 di Heddon Street è colore nero). Il fotografo Brian Ward aveva affittato uno spazio per scattare le foto, ma poi convinse Bowie a scendere in strada. Gli altri del gruppo rifiutarono perché faceva troppo freddo. E così rimase solamente lui, su quella copertina che nel giugno 1972 avrebbe fatto il giro del mondo.

Bonus track

Potevo non citare Bruce? Ovviamente la tappa londinese è all’Hammersmith Odeon (attualmente Eventim Apollo, precedentemente noto come Gaumont Palace e Hammersmith Odeon, è un teatro storico, inaugurato nel 1932). Qui Bruce fece la prima apparizione in terra europea. Le cose non erano partite benissimo: il tour era parte della promozione spinta che la Columbia Records fece per promuovere Springsteen in Europa dopo la pubblicazione di uno dei dischi migliori della storia (per me, ma non solo), Born To Run (1975). Solo che esagerarono un po’ con i loro “Finalmente Londra è pronta per Bruce Springsteen e The E Street Band” e Bruce non la prese proprio nella maniera corretta e pare che strappò manifesti su manifesti.

Nella sua autobiografia, Born to Run, racconta come sia stato pervaso da un senso di angoscia dopo il concerto, forse per le aspettative troppo alte di tutti. Ma poi “qualunque cosa sia accaduta, quella prima notte all’Hammersmith Odeon è diventata una delle nostre performance leggendarie”, che oltretutto adesso si può rivivere guardando un dvd meticolosamente assemblato con anni di lavoro. Tipico dei fan di Springsteen.

[Il dvd lo trovate dentro il cofanetto celebrativo di Born to Run]



 

 

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7 Comments

  • Reply Valeria

    Fantastico questo articolo! A parte Abbey Road non conoscevo le altre location! E adesso so di aver pronunciato in modo sbagliato il nome di David fino ad oggi XD

    13 luglio 2018 at 16:13
  • Reply Elisa di Piccoli Grandi Viaggiatori

    Interessantissimo post…pensa che ho vissuto a Londra ma la maggior parte di questi posti mi manca..un buon pretesto per tornare!E complimenti per i gusti musicali

    13 luglio 2018 at 17:30
    • Reply Paola Annoni

      Londra è un piccolo mondo sempre nuovo… Sono stata infinite volte e continuo a scoprire angoli stupendi!

      15 luglio 2018 at 10:43
  • Reply Monica

    Dopo aver passato tanto tempo a Londra adesso sono un po’ di anni che non ci torno ma negli ultimi tempi la nostalgia si fa sentire e la voglia di qualche giorno a Londra aumenta. Mi piace questo percorso musicale.

    14 luglio 2018 at 12:31
  • Reply Simona

    È come un itinerario musicale praticamente! Bello, un modo alternativo per vivere Londra in un modo diverso dal solito!

    15 luglio 2018 at 15:29
  • Reply Giovy

    Io ci aggiungo la mitica centrale elettrica di Battersea, comparsa su molte copertine. La più iconica è quella di Animals dei Pink Floyd.

    15 luglio 2018 at 18:08
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