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    Georgia, USA, USA - MI

    Atlanta in un giorno: una città vibrante tra parchi, grattacieli e Coca Cola

    ATlanta

    Atlanta è una città di atterraggio e passaggio, che suona con i ritmi del sud e le parole dei discorsi di Martin Luther King, ma ai miei occhi con davvero un basso appeal. Non ci posso fare niente. Quando penso a me negli Stati Uniti, vedo sempre una maglietta che ho comprato a Gianni quando ero a San Francisco, con un profilo degli Stati Uniti e una freccia con una scritta: “west coaster”. Forse amiamo le cose che conosciamo.

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    Texas, USA - MI

    Viva Luckenbach! E altri racconti dal Texas

    Progetto senza titolo (1)Lasciare Austin mi fa un po’ piangere il cuore, ma l’on the road deve partire. L’obbiettivo finale è arrivare nella deliziosa Fredericksburg, che se la guardi sulla mappa è davvero ridicolmente vicina a Austin. Ma come al solito la prendiamo larga.
    Prima tappa, San Antonio. Sia per me che per Gianni significa solo una cosa: Spurs. Ci fermiamo subito all’ AT&T Arena per le foto di rito, prima di arrivare in centro, dove visitare l’Alamo e tutta la parte delle antiche missioni.20170316_095101 20170316_121630_HDR

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    Prima di tutto mettetevi il cuore in pace: i parcheggi costano una follia. Vicino al garden Hilton ce n’è uno a 10 € al giorno, ma più vi avvicinate al centro (che comunque è a due passi), si va a botte di 20/30 dollari per poche ore. Un furto legalizzato.
    Il centro di San Antonio è pienissimo di gente (siamo nella folle settimana dello Spring Break, le vacanze di primavera che abbiamo visto al cinema in milioni di film come la settimana di follia in cui praticamente ogni studente va in Florida ad ammazzarsi di birra e party), e per entrare all’Alamo c’è una fila pressoché infinita che gira per l’isolato. Sembra uno scherzo.
    Entriamo nella missione, in cui viene raccontata la storia della città, delle missioni, del celebre David Crocket e della storica battaglia per l’indipendenza dal Messico. Ovviamente in versione “all’americana”.
    Meraviglioso il racconto per cui il comandante della milizia texana, James Bowie (da cui David Bowie ha preso il nome, oltretutto) a letto malato di tubercolosi, spara dal letto e poi viene ucciso da una baionetta. Dai eh.
    Riassunto: 1700 gli spagnoli insediano la zona con missioni, San Antonio diventa capitale del Tejas, uno degli stati confederati del Messico, il generale Santa Anna aveva cambiato la costituzione centralizzando il potere. I texani ovviamente si sono ribellati (celebre l’episodio in cui gli avevano chiesto un cannone, e la loro risposta è stata “venite a prendervelo” e gli han sparato contro). Al che c’è stata la vendetta di Santa Anna, che ha assediato Alamo, sterminando tutti i ribelli texani. Battaglie, battaglie battaglie, l’anno dopo al seguito del generale Houston i ribelli sconfiggono Santa Anna a cui viene risparmiata la vita in cambio dell’indipendenza, al grido di “Remember the Alamo”. Texas libero, merchandising favoloso oggi.
    San Antonio è carina, ben tenuta e con centinaia di negozietti di tutti i tipi, la Riverwalk (una passeggiata commerciale accanto al fiume) e qualche via qua e là. E’ fintissima e a me ha fatto piuttosto schifo, ammettiamolo. Sembra di essere a Gardaland, ma con molti più negozi e ristoranti italiani.
    Almeno abbiamo mangiato da Chipotle.
    Next Stop, Bandera.
    Una cittadina davvero ferma nel tempo in cui vi consiglio di fermarvi: è originale e il General store pieno zeppo di stivali bellissimi (principalmente usati ma sono stupendi e costosissimi) sono solo una piccola parte del negozio. Mente eravamo là un signore panciuto suonava cover di vecchie canzoni con il suo bel cappello in testa e la camicia a quadri.20170316_143002_HDR

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    Lo stop successivo invece è stata la classica minchiata in stile americano: una riproduzione dell’inglese Stonehenge, fatta in stile Gardaland. Lo trovate a Ingram. Praticamente qui.20170316_155756_HDR

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    Ho fretta di passare oltre perchè voglio raccontarvi di Luckenback, uno di quei posticini che ti restano nel cuore per mille motivi diversi, in cui senti che c’è amore, musica, passione. E una storia decisamente curiosa.
    Parafrasando Steinbeck, Luckenbach is a state of mind, dove – citando il motto locale – “Everybody’s Somebody”. Chiunque è “Qualcuno”. Nata come stazione della posta nel 1849, fu uno dei primi insediamenti della contea di Gillespie. Il general store/birreria/stazione della posta fu aperto dal August Engel nel 1886, un predicatore tedesco itinerante. Con lui la figlia Minna (in italiano non sarebbe un gran nome…) che ha dato al paesino il nome del fidanzato, Albert Luckenback (in cui ego era chiaramente esagerato, visto che poi ha fondato un altro paese chiamandolo Albert).
    Il posto comincia ad attirare pionieri e indiani, viene costruito un impianto per la lavorazione del cotone (creato nel 1879 in in funzione fino al 1929) e la comunità si consolida al punto che nel 1885 c’erano una scuola e un fabbro.
    C’era anche un uomo, una leggenda locale – tale Jacob Brodbeck – che volò con un “aereo” decenni prima dei fratelli Wright.
    Nel 1970, la città era decaduta e il “proprietario”, Enno Engel mise un annuncio nel giornale locale: “Town for sale:lock stock and dancehall”. Quello che succede dopo è la curiosa nuova vita di Luckenbach.20170316_171906_HDR

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    La città viene acquistata da un gruppetto di personaggi stravaganti (di quelli che possono esistere solo in Texas): Hondo Crouch e il suo gruppetto composto da Guich Koock e Kathy Morgan. Hondo si proclama sindaco e dà dei titoli a tutti. Kathy viene nominata sceriffo che a sua volta ha nominato altri come ambasciatori per i paesi stranieri. Cominciano ad usare i vecchi edifici abbandonati per ogni stravaganza gli venisse in mente, creando oltretutto eventi come “Hug – ins” (una fiera “mondiale”), Ladies State Chili Bust, il Mud Dauber Festival e tanti altri eventi per attirare gente (oltre a sessioni quotidiane di musica, bevute di birre sotto la quercia cinquecentesca e partite di domino).
    Hondo divenne il “principe pagliaccio” della città, promotore di ogni idea che rimettesse le persone in contatto con il propria parte più “fanciullesca”: Stivali da cowboy, bandana e cappello, Hondo sul suo biglietto da visita aveva come titolo “imagineer”: immaginatore. La gente cominciò a condividere e a parlare della magia di questo posto.
    Nel 1973 il cantante Jerry Jeff Walker si recò a Luckenbach per registrare un album: cercava un’atmosefera “giusta”: riempì la dancehall di balloni di fieno per attutire il riverbero, componeva di giorno e di sera suonava con la sua Lost Gonzo Band. Nacque così “viva Terlingua”. Nel 1974 sposò proprio qui la moglie Susan con Hondo come testimone.

    Quattro anni dopo Bobby Emmons e Chips Moman scrivono “Luckenbach Texas (back to the basics) che divenne una super hit per Waylon Jennings & Villie Nelson, portando così Luckenbach alla fama definitiva.20170316_172442_HDR

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    Hondo morì nel 1976, l’anno prima che la canzone diventasse una super hit, e lo sceriffo Marge nel 2004. Ma la memoria è sempre viva nel giornale mensile locale ” The Luckenbach Moon”.
    Per tantissimi anni Willie Nelson era fisso a Luckenbach per il picnic del 4 luglio, portandosi dietro centinaia di amici (ed era solo la lista dei performers). Nel 1993, nel ventennale di Viva Terlingua JJ Walker torò a Luckenbach e incise “Viva Luckenbach”, che divenne subito una hit.
    Come lui tantissimi altri artisti citano e tornano in questo paesino che ha davvero qualcosa di magico.
    Quando siamo arrivati noi la musica stava suonando (un curioso terzetto), l’odore di cibo nell’aria, il rumore delle birre aperte con gli apribottiglia alle pareti, una gentilezza unica.
    Senti che c’è qualcosa di speciale nell’aria, che sei dove dovresti essere.
    Lasciamo la collina in direzione Fredrichsburg, una cittadina dall’origine tedesca graziosa con tanto di birrifici e cibo tedesco, boutique deliziose e edifici in legno ben tenuti con un curioso stile bavarese.
    Questa cittadina ha un curioso significato per noi. Nel 2012, durante il primo coast to coast dopo un’infinita giornata di guida attraverso il Texas, siamo passati per questo posto spuntato dal nulla. Avremmo voluto fermaci ma era già tardissimo e dovevamo arrivare a Austin (che dista circa un’ora).
    Abbiamo sempre voluto tornarci, lo dicevamo da sempre, ma con un po’ di scaramanzia e un po’ per scherzo. Quante volte ti può capitare nella vita di passare due volte per una cittadina bavarese dispersa nel Texas? Mi sono un po’ commossa a Fredericksburg, non per i bradwurst e per il bicchiere di vino offerto da una signora del posto.
    Era altra roba.

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    New York, USA, USA - MI

    I miei 5 posti del cuore a New York

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    Di New York non ne parlo mai, lo so. E’ come se avessi un piccolo blocco.

    I motivi principali per cui non ne scrivo sono due:

    1- E’ già stato detto e scritto praticamente tutto. Non so se me lo sono sognata ma una volta mi pare di aver letto un post sui tombini (che oltretutto la cosa dei tombini fumanti mi piace sempre un sacco, fa un po’ Ghostbuster, un po’ Autumn in New York).

    2- Io e New York non è che andiamo proprio d’accordissimo. Cioè: mi piace molto, la trovo una città intensissima, c’è tutto, sembra di essere sempre dentro un film, ha i musei più belli del mondo, gli angolini nascosti più affascinanti del pianeta, le curiosità, i donuts più buoni mai assaggiati, le cucine di tutto il mondo ad altissimi livelli, i quartierini fighi come Dumbo…

    Ma…Ma. Cioè, non è che non mi piace, ma non mi emoziona. Read more

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    a beautifull Mess, USA - MI

    Assicurazione di viaggio: quale scegliere? Le principali a confronto.

    come-scegliere-lassicurazione-di-viaggioScegliere l’assicurazione di viaggio per gli Stati Uniti è diventato un vero incubo. Consiglio sempre di farla per qualsiasi viaggio, ma in particolar modo per gli USA la considero assolutamente obbligatoria. Perché le leggende del “se non hai l’assicurazione ti lasciano morire per strada” non sono proprio vere. Ti raccattano, ma poi ti fanno pagare 80 fantastiliardi per le cure che dovrebbe coprire l’assicurazione che avresti dovuto fare.

    Quindi ieri pomeriggio mi sono armata di tanta pazienza, ho chiamato le principali assicurazioni, ho letto tutto il leggibile e questo è il riassunto.

    Di solito faccio la polizza annuale multi-viaggio, quindi ho chiesto informazioni sia per quella che per i viaggi singoli.

    I prezzi che ho indicato li ho calcolati per un viaggio di 16 giorni. Read more

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    California, USA - MI

    California: Big Sur e Pinnacles National Park

    Big Sur e Pinnacle National Park (2)

    Adoro che in viaggio la sveglia sia sempre puntata sull’alba: hai un’intera giornata davanti e c’è pochissima gente in giro che ti zompa davanti mentre fai le foto. Per quello ci siamo già noi.
    Partiamo con un giretto veloce nella carinissima San Luis Obispo, cittadina universitaria piena di localini e negozi da hipster, appiccicando gomme nella Bubblegum Alley e guardando le vetrine chiuse di cappelli dalla visiera dritta. ALle 7.30 del mattino è ancora una città dormiente, e l’aria è fresca e pungente. Sembra una di quelle giornate estive, quando la sera prima ha piovuto e l’aria è umida e fresca.

    Partiamo subito per l’intensa scaletta quotidiana. Read more

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    California, USA - MI

    California: da Santa Barbara a San Louis Obispo passando per Solvang

    California

    Ho sempre mal tollerato i viaggi in Questa direzione: il jet leg non lo subisco mai, tranne che qui. In volo ho dormito poco e poi mi sono addormentata seduta su una sedia nell’autonoleggio.
    Con la solita grazia che mi contraddistingue. [La foto è tenuta in ostaggio da Gianni, non sperate di averla]
    La sveglia è puntata prestissimo, il programma della giornata intenso. Prima di colazione, la prima tappa (per fortuna in ogni motel che si rispetti si trova il caffè) è Paramount Ranch, un set cinematografico creato nel 1927 che ha fatto da sfondo a tantissimi film western e non (tipo scream e American Sniper sono stati girati qui): con la luce del mattino forse è ancora più bello. Oltretutto stanno allestendo per un matrimonio. Non male direi come location. Read more

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    Hawaii, Parchi USA, USA, USA - MI

    Maui, Road to Hana: la strada più bella del mondo

    Road To Hana

    Ho cominciato a scrivere un post sui costi alle Hawaii, uno di quelli solo utili. Poi Gianni si è messo a sistemare le fotografie di Maui e della Road to Hana, una delle giornate più intense vissute sull’isola di Maui, il mio cuore ha fatto un sobbalzo, ed eccomi qui, a raccontare questo pezzo di viaggio alle Hawaii che mi ha dato il colpo finale per perdere definitivamente la testa per queste isole magiche. Read more

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    Hawaii, USA - MI

    Hawaii, Big Island: Kilauea National Park, un mondo di lava

    BIG ISLAND

    Il primo impatto con Big Island non è stato dei migliori.

    Siamo atterrati ad Hilo, l’aeroporto ad est dell’isola (l’altro è a Kona), dopo un giorno di pioggia intensa ad Oahu, abbiamo volato in mezzo alla pioggia e siamo atterrati in mezzo ad un tentativo di diluvio universale.

    La signora hawaiana accanto a Dario e Francesca ha chiesto perché stavano andando a Hilo. Come perchè? Read more

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