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Pensieri qua e là

    Pensieri qua e là

    Vorrei.

    ad88c3c3ff793c16e98ae968e5849513Sono sulle montagne vicino a Chiang Mai, nella turistica Pai. La guesthouse oggi è di un livello più alto di quella di ieri ma spendiamo comunque 5 € a testa. Sorrido. Ho appena fatto una doccia calda e lunga e una piccola signora mi ha fatto un massaggio di un’ora per circa 5 €. Sto bene. Ho spesso la testa afflitta da pensieri poco felici, ma ho mille motivi per essere, invece, allegra e felice. Read more

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    Quello che mi resta del #TBDI14

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    Sono brava a raccontare, a condividere pezzi del mio cammino, a bere in compagnia, ad ascoltare quello che hanno da dire gli altri, a farne tesoro, a sentirmi meglio e più ricca dopo.

    C’è una cosa che però non mi riesce bene e su cui sto cercando di lavorare da così tanto tempo che ormai è al limite del patologico: credere in me stessa.

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    Pensieri qua e là

    Un post senza foto. Parole per raccontare il brutto dei viaggi.

    Oggi è una brutta giornata. Iniziata male e finita peggio per motivi che è meglio non spiegare. E quindi scrivo, anche se dovrei fare lavori molto più importanti prima di partire… Ma almeno mi rilasso e mi calmo, sciogliendo le dita su una tastiera che finalmente è la mia (santo subito il mio brother in law che aggiusta i pc)… Ma l’umore è un po’ quello che è ed è il momento giusto per parlare di una cosa che penso da tempo e che merita un po’ più di due righe. Il nero dei viaggi, ovvero quel  lato delle esperienze di cui difficilmente parliamo, o che cerchiamo di minimizzare… Read more

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    Pensieri qua e là

    Memorie di una blogger – Sentimentalismi da età che, evidentemente, avanza

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    Oggi sono andata a frugare in una casa che dev’essere liberata e sgomberata, i proprietari lasciano tutto così, come se fossero scappati il giorno prima, come se il tempo si fosse congelato nel 1990 dopo una vita passata in quella casa. E a parte la gioia e l’entusiasmo iniziali per poter trafugare libri di altre epoche e una radio simil vintage mi è venuta una gran tristezza accompagnata ad angoscia. Ma queste persone nelle foto di famiglia, sono svanite nel nulla? Read more

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    Myanmar, Pensieri qua e là

    Epifania birmana

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    Questo è uno di quei pezzi che si scrivono a tarda notte, quando il telefono non suona e la testa è vuota. Parla la pancia, quelle emozioni che escono quasi con stupore da parti del cuore che le hanno conservate per bene, senza concedersi, senza condividere.

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    Pensieri qua e là

    Grazie

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    Quando eravamo piccole io e mia sorella abbiamo subito un trauma: siamo state lasciate a casa di mia nonna per 3 giorni mentre loro erano a Parigi con amici. Ma non è stato questo il vero trauma… Lo shock è stato trovare sotto il cuscino, prima di mia mamma, un biglietto strappalacrime con cui ci dava la buonanotte. Read more

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    Cambogia, Pensieri qua e là

    #Nevadofiero

    controcorrenteNon è per modestia, ma davvero, il giorno in cui è stata distribuita l’autostima io ero in fila per i donuts con un ombrello aperto. E quindi è da qualche giorno che leggo splendidi post di persone che si vogliono bene e si guardano con dolcezza, orgogliose di alcune parti del proprio mondo, piccole perle di sé da condividere. Sì, sto parlando dell’hashtag #nevadofiero. Scrivi, nomini. E’ decisamente meglio della cagata di farsi fuori una bottiglia di vodka a martello mentre un tuo amico ti fa il video.

    E quindi mi sono sciolta leggendo Farah e Manuela e ho viaggiato col cuore leggendo Serena, per cui ammetto di avere un “debole” scrittorio (se la licenza poetica mi viene concessa): è una di quelle persone che potrei leggere anche se scrivessero di martelli pneumatici a percussione, e sono sicura mi piacerebbe lo stesso. E poi proprio lei, dopo quel post di viaggio mi ha taggata. Ed eccomi qui, a pensare a quelle tre cose di me di cui devo andare fiera. Ci ho pensato bene. Eccole qui.

    1 – Dal 2012 ho fatto scelte davvero impopolari, sono andata controcorrente e ho scelto cioè che era meglio per me.

    Mollare un lavoro certo, scegliere il ragazzo che sembrava il più disastroso, affidarmi alla sorte e a me stessa, tagliare rami secchi della mia vita. L’elenco infinito e lungo di cose che ho fatto tra i nasi arricciati e gli sguardi critici di persone che avevano camminato con me fino a quel punto. Mia madre che cerca di nascondere la disperazione, mio padre con gli occhi perplessi.

    E poi ho vinto.

    Non che io sia ricca, non che io sia famosa. Ma sono felice. Dopo aver passato mesi in cui mi vergognavo ma dovevo chiedere anche i soldi per fare metano alla mia Wanda del 1998 e a cui ho rinunciato a tutto, adesso ho una minima stabilità economica, un compagno che è meglio di un sogno, viaggi in programma, amici sinceri. Forse bisogna davvero passare l’inferno per vedere il paradiso. Ed eccolo, il mio paradiso. Fatto di vestiti da 5 € e sorrisi da 45 denti.

    2 – Ho viaggiato da sola e ho realizzato il mio sogno di vedere Angkor.

    AngkorLo ammetto, adesso lo racconto con una certa nonchalance, ma la sera prima di mettermi su quell’aereo della Aeroflot da sola (oltretutto, sai che sicurezza mi dava quella compagnia aerea… ) ero decisamente terrorizzata. Mi continuavo a dire “no ma ho la febbre, io non sto bene, mica posso partire” e poi circa 20 mila volte “ma che cazzo stai facendo? Vuoi far la figa e stai facendo il passo più lungo della gamba… Vedrai che ti perdi e succede qualcosa di catastrofico e devono far rientrare la salma”. E poi son partita. Ho passato il check in, i controlli, mi sono seduta in terra in un angolo del gate, ho salutato su fb inneggiando alle donne (sono partita l’8 marzo) e mi sono seduta accanto alle mie belle amiche russe che buttavano giù vino come acqua e vodka come latte. In quelle giornate in cui camminavo da sola per le strade impolverate della Cambogia, trovavo i ristoranti che cercavo (per chi mi conosce sa che è un’impresa), prenotavo autobus e prendevo aerei, beh, lo ammetto, anche se ero impaurita, mi sentivo davvero figa.

    Un piccolo episodio sulla mia preoccupazione dell’essere sola, soprattutto di notte: quando mi ha raggiunta Gianni, la prima notte, mi ha abbracciata nel letto. Io ho cercato di picchiarlo. Ho detto tutto.

    3 – Sono un’entusiasta cronica.

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    Mi sono sentita prendere in giro mille volte per i miei “yeppy”,”uhuhuhu!” “uuuuao” e “bello da dio”, ma non riesco a non essere così. C’è troppa bellezza in giro, troppe meraviglie da vedere, troppe cose buone da fare, troppe persone belle da ascoltare da abbracciare e da cui imparare, troppi vini buoni da bere, troppo Bruce Springsteen da ascoltare. Io sono davvero entusiasta e felice per tutto, perché se non le prendi così le cose che ti capitano ti perdi davvero tanto della vita. La vita fa già abbastanza schifo quando cerchi di fronteggiarla, figuriamoci se la prendi pure con acidità. Bene chiama bene, male chiama male. E poi, la gentilezza rende tutto migliore, se sei gentile ed entusiasta le persone non possono non sentirsi contagiate (ok, io sono una persona ostinatamente gentile, anche con persone che si meriterebbero dei calci volanti nei denti).

    Ed ecco qui, a guardarmi in fondo a questa mini lista, in effetti questa è stata proprio una bella idea. Happiness is here and now, proviamo davvero a guardare il lato buono delle cose.

    Grazie Serena!

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