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Europa, Spagna

Formentera per povery: ovvero come sopravvivere all’isola senza spendere troppo

Formentera per Povery

Lo ammetto, ci vergognavamo un po’. Formentera a Ferragosto. Dopo che tutti ci hanno chiesto che cavolo facessimo a Formentera nella settimana centrale di agosto quando praticamente mezza Italia si sposta sulla minuscola isola delle Baleari, abbiamo dovuto dare spiegazioni.
Cosa ci facevamo lì? Siamo andati a trovare delle amiche che stanno lavorando sull’isola per la stagione estiva. Ci siamo accampati da loro per quattro notti e ci siamo adattati per fare un po’ di mare mentre a casa si schiattava dal caldo. Anche lì si schiattava, ma almeno avevi i piedi nella cristallina acqua del mare.
Ovviamente questa era l’unica opzione per andare là senza essere spennati. Quindi, ecco un po’ di consigli per andare a Formentera (e Ibiza) e non farsi spennare (o senza morire di fame).
Ribattezzerei questo post “Formentera per Povery”, cosa dite?


Prima di tutto il volo. Noi abbiamo prenotato circa 15 giorni prima con Vueling e ce la siamo cavati con 100 € a testa andata e ritorno, senza ovviamente la valigia da stiva. Non siamo ovviamente partiti il venerdì pomeriggio per tornare la domenica sera (i prezzi dei voli in quei momenti, ovviamente, decollano), ma le offerte si trovano. Vale ovviamente la regola “prima è, meglio è” ma non sempre uno sa il 4 marzo se riuscirà ad andar a Ibizia ad agosto.
Ah, ecco. Prima di tutto una cosa che magari io penso tutti sappiano, ma non è così: a Formentera non c’è l’aeroporto, si deve volare su Ibiza e poi prendere un traghetto per andare sull’Isola. Ci sono diverse compagnie e partono veramente a tutte le ore.
Quindi: prima di tutto comprate il volo, ma se e solo se, avete già dato un’occhiata agli alloggi, perché è un salasso notevole e una voce di spesa che pesa come un macigno (direi la principale voce di spesa).
Come trovare un alloggio senza dover vendere la catenina della comunione al compro oro?
Airbnb ha diverse buone offerte, per stanze e casette intere che potrete condividere: spesso sono lontane dalla spiaggia, ma l’isola è talmente piccola che non sarà assolutamente un problema. Forse è l’unica risorsa utile ed economica, perché su booking sono pochi gli appartamenti, e gli hotel hanno cifre da capogiro.
Bene, dopo aver trovato un alloggio, in contemporanea prendete il volo. E’ un gioco di magia che si basa sulla rapidità, come quando devi comprare i biglietti dei Rolling Stones su 4 pc diversi (a proposito, chi viene a Lucca?).

Traghetto

Noi l’abbiamo acquistato sul sito di Balearia, 130 €  per due andate, due ritorni per me, Gianni e la macchina. Sul sito Directferris si possono fare i confronti tra le diverse compagnie, spesso saltano fuori offerte, ma il prezzo con l’auto è più o meno quello. Noleggiarla direttamente a Formentera è estremamente più caro (sto parlando sempre del mese di agosto, quando il turismo è più intenso).

Il motorino o la macchina?
I noleggi dei motorini a Formentera sono più numerosi dei tapas bar: è il più imponente business dell’Isola dopo la Sangria in caraffa (poi ne parliamo). Noi abbiamo preso l’auto a Ibiza, l’abbiamo fatta traghettare da un’isola all’altra e abbiamo girato con quella.
Le motivazioni sono svariate: a parte che noleggiare la macchina, metterla su un traghetto e usarla su un’altra isola costa meno di noleggiare il motorino direttamente a Formentera. Per l’auto abbiamo speso circa 25 € al giorno contro i 35 di media del motorino, col vantaggio che non ti bruci le chiappe sulla sella che è rimasta al sole per 10 ore, c’è l’aria condizionata, puoi caricare gli amici, non devi fare l’equilibrista con le valigie e gli zaini se devi andare in porto a prendere il traghetto e soprattutto non ti impolveri come se stessi facendo la Parigi – Dakar.

Il parcheggio dei motorini a Les Illetes

Il parcheggio dei motorini a Les Illetes

Sì, perché molte strade di questa deliziosa isoletta non sono asfaltate, quindi sono fatte di polvere, sassi e terra e con il clima rovente diventa tutto un ammasso di sabbia che ti si deposita sulla pelle. Inoltre proprio perché le strade spesso non sono asfaltate, ci sono voragini e buchi in cui con il motorino cadi spesso e poco volentieri (in aeroporto c’era una fila di gente con fasciature che rasentava il ridicolo). Ok il vento tra i capelli e l’emozione di guidare un cinquantino smarmittato, ma la macchina è meglio e comunque arrivi ovunque lo stesso.
Noi abbiamo prenotato la macchina con la Goldcar, una Ford Fiesta Blu che faceva il suo lavoro. La compagnia mi ha fatto un po’ incavolare perché hanno cercato di fregarci in tutti i modi (per un ritardo mostruoso del volo abbiamo saltato a piè pari la notte e siamo arrivati all’ufficio del noleggio così rimbambiti che avrebbero potuto venderci un vitello). Hanno detto che è l’unica compagnia con cui puoi andare sulle altre isole (non è vero) e ovviamente devi pagare un tot al giorno per averla portata “di là”.
Ci hanno proposto un’assicurazione aggiuntiva dicendo che se anche avessimo fatto un graffietto più grande di 5 cm ci avrebbero fatto pagare circa 800 di carrozziere, affermando che avremmo dovuto stare 24 ore con la macchina per non graffiarla (eh?). Benissimo.
Peccato che quando ci hanno consegnato l’auto era piena di graffi, graffioni e graffietti (tutti segnati sul foglio del noleggio ovviamente:tanto per capirci il disegno dell’auto sembrava la pimpa), e ricontrollarli tutti al ritorno sarebbe stato semplicemente folle (oltre al fatto che l’abbiamo riconsegnata di sera, al buio).
Ci sto che cerchi di vendermi roba, ma la minaccia anche no. Ottimo il prezzo ma il servizio di Goldcar fa abbastanza schifo.
Quindi: + 40 € per i 4 giorni su un’altra isola + 63 e 14 € per il pieno di benzina e la possibilità di restituirla vuota, fregatura, meglio sempre il pieno per pieno.
Dove mangiare e dove fare gli aperitivi (per essere alla moda anche se siete un po’ povery)
Prima di tutto noi eravamo vicini a San Francesc, paesino delizioso e non troppo incasinato, dotato di grande supermercato Erosky dove potete acquistare praticamente tutto a prezzi accessibili (0,86 cent per la birra San Miguel da mezzo litro), pane, brioches e dolcetti e nachos.
Colazione al Big Store (Calle Isidor Macabich 207860 San Francisco Javier): locale molto carino e accogliente, fateci colazione perché l’aperitivo costa abbastanza. La caraffa di Sangria costa 25 € (tanto ghiaccio e tanta frutta), e io continuerò a sostenere che è la più grossa fregatura del pianeta. Anzi, vi scrivo qui la ricetta così ve la fate a casa e fuori prendete qualcosa di diverso (il vino spagnolo è buono, la San Miguel è buona).

[Divagazione]
Ricetta della Sangria che non vi farà più guardare una caraffa da 25 € con gli stessi occhi:
Si prepara la base con la frutta il giorno prima: arance e limoni (al massimo le pesche, ma non per me se no muoio). Basta, niente di più. No banane mele pere o altra frutta stravagante. Vi concedo le pesche o le fragole (ma perché piace a me), ma la ricetta è LIMONE E ARANCIA. Fine.
Poi all’ultimo aggiungete vino rosso tipo lambrusco in bottiglione (vino frizzante rosso: non serve che scegliete del Lambrusco Marcello, il sapore verrà coperto in parte) e Sprite. La buona vecchia Sprite o la 7UP se siete dei nostalgici anni ’80. Girare. Aggiungere ghiaccio nei bicchieri (altrimenti poi si diluisce male), versare. Stare attenti perché involontariamente ti ubriachi pesantemente.

Ecco come si fa a casa mia (più o meno, vista la creatività di mia madre).

75 ml di cognac, 75 cl di rum e 75 ml di cointreau. Aggiungere 3 cucchiai di zucchero, mischiare e mettere la frutta. Il giorno dopo: aggiungere il vino e la sprite ben freddi al momento di servire. Fine.

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[fine divagazione]

Posto buono dove mangiare local dai prezzi abbordabili e buono: S’Abeurada a Sant Francesc (Carrer Del Pla Del Rei, 1117860 San Francisco Javier, +34 971 32 35 62).Siamo andati una sera solo io e Gianni e abbiamo ordinato un tagliere di salumi e formaggi, una racion (di solito sono considerati antipasti) di patatas bravas e una di pulpo frito (alle Baleari con fritto intendono “una padellata”, spesso con verdure, quindi se trovate “frito de mariscos” in realtà è un misto di verdure e pesce… O almeno a Maiorca è così!). Tutti i camerieri ci hanno chiesto se eravamo sicuri dell’ordine perché era troppo, e che il tagliere era già troppo per due (io pensavo “seee ciao, ma sai da dove veniamo?”).

Le porzioni in quel posto sono ESAGERATE. Sia le patate che il polipo erano piatti pieni e il tagliere –che ha un diametro piccolo- è in realtà una montagna di roba a strati (buona qualità, ce lo siamo portati via e abbiamo pranzato con l’avanzo il giorno dopo).
Se volete mangiare Paella. Altra opzione buona e tradizionale ma che spesso è uno specchietto per le allodole per turisti, noi – sotto consiglio delle ormai local amiche – siamo andati al Chiringuito Pelayo(Platja Migjorn,+34 669 98 40 08).. Il locale è sulla spiaggia, ci si arriva percorrendo una lunga strada sterrata: un posto da battaglia dove non si bada troppo alla forma. La paella è buona e ha un prezzo onesto (anche la sangria e la birra). Da prenotare.
Posto per serata semplice: Quartieri spagnoli. Siamo andati a mangiare qui un paio di volte: italiano (ma cosa non lo è a Formentera?), buono, hanno la pizza e diversi primi interessanti (pasta cacio e pepe con gamberi e lime, abbinamento insolito ma gustoso), diversi vini a prezzi abbordabili (sotto i 20 € a bottiglia). Proprio in centro città, da scegliere per poi fare un giretto in serata.

Opzione costosa (in media con gli standard di Formentera):

Casanita
Italiano (ovviamente), pesce e tartare molto buoni, il menu degustazione costa 40 €, la carta dei vini è interessante e varia (anche opzioni economiche oltre a Franciacorta e Champagne dai prezzi notevoli). La cena qui ci è stata gentilmente offerta, altrimenti non credo ci sarei andata.
Spiagge
Il mare il generale è bello ovunque, poi ci sono spiagge più o meno belle e più o meno popolate di fauna locale. Noi abbiamo girato tutta l’isola e ne abbiamo viste una buona parte, ci siamo fermati in queste. Di solito non sono attrezzate ed è difficile trovare lettini ed ombrelloni liberi.
Piratabus: spiaggette carine, affollate, ma il mare è splendido.
Les Illetes: per entrare si pagano 6 € per la macchina e 4 per il motorino. La spiaggia vicino al ristorante è affollata come un concerto, ma si trova sulla stretta penisola che si protende a nord. Se avete un ombrellone portatevelo perché se siete lontani da qualsiasi ombra tornerà utile. Potete allontanarvi dalla massa e vedere un po’ di paesaggi meravigliosi.
Lucky: A parte che mi piace perché ci lavora la mia splendida amica Olga, la spiaggia è piccola e carina, ha un po’ di sassi per entrare in mare, ma è graziosa e non troppo affollata la mattina. Il chiosco mette a disposizione ombrelloni gratuitamente, e vi assicuro che è il regalo più bello che vi possano fare.20170819_132455 20170818_191228

Il parcheggio dei motorini a Les Illetes

Il parcheggio dei motorini a Les Illetes

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Il sopracitato Lucky ha un delizioso chiosco coperto, e le birrette (25 cl) costano 2,50 €, i cocktail (sono grandi) costano 10 €, una piadina 8 € (fatevi i panini). Di solito ti portano anche qualche nocciolina.
Piratabus: birra da 33 cl, costo 2,70 €, famoso per i Mojitos (quando arrivate vedrete subito le infinite casse di plastica piene di lime). Li fanno in batteria, ma dicono che siano buoni. Costo 10 €, prezzo standard.
Menzione speciale.
Beso Beach. Nella stessa zona di Les Illetes, si paga il parcheggio. Non ci sono stata, ma pare che i mojitos siano buoni e che che la spiaggia sia bella. Non è vero, nessuno mi ha mai parlato della spiaggia, ma invito le donne ad andare sul profilo instagram del bagno/chiringuito/locale. I baristi sono stati scelti per meri criteri estetici e si va dal sosia di Clive Owen a seguire. Così, per dire eh. Quindi quando pagate il parcheggio, sapete cosa state pagando.

Fatelo con gioia, se no gli si rattristano gli addominali.

E voi? Avete altri posticini carini e consigli per questa isola fashion?

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4 Comments

  • Reply Elena

    Dunque, non ci sono mai stata.
    Delle Baleari ho visto solo Maiorca che ho amato infinitamente perchè l’unica cosa trascurabile è il mare e io non sono una grande amante del mare.

    Formentera forse mi piacerebbe visitarla fuori stagione, tipo all’inizio di aprile quando i nostri connazionali sono rimpatriati, i locali alla moda sono chiusi e la spiaggia semi deserta.

    Ecco, così sì, potrei farcela…. mi porterei da leggere e mi godrei il relax!

    Il tuo articolo è molto utile, anche per una come me perchè davvero non si sa mai…

    Ma, MA!!!, io proporrei un applauso per la ricetta della sangria…. niente frutta oltre alle arance e ai limoni. Punto! Finito!
    Tutto il resto è fuffa!

    Io però come vino uso il merlot…. sai, non vorrei che i gradi si abbassassero con un vino meno robusto…. 😉

    31 agosto 2017 at 22:58
    • Reply Paola Annoni

      Ciao Elena! Grazie per essere passata di qui… Ho aperto il tuo blog e ho riso un sacco a leggere “viaggiatrice povera” 😀
      Anche io vorrei tornare fuori stagione, quando c’è poca gente e si può vedere quanto di bello sa offrire la natura dell’isola…
      Ci proviamo? 😀

      1 settembre 2017 at 12:02
  • Reply Mery_Posto Finestrino

    Post fantastico, Paola!! Ho riso sotto i baffi per tutto il tempo, il tuo occhio ironico è quello che ci vuole per “sdrammatizzare” l’impresa di Formentera ad agosto!
    Non ci sono ancora stata e concordo pienamente con Elena, punto ad un viaggio fuori stagione per scoprire la vera anima di quest’isola che mi affascina molto!

    6 settembre 2017 at 12:00
    • Reply Paola Annoni

      Hai detto benissimo… L’impresa!
      Alla fine penso sempre che per giudicare devi vedere tutto… Ma ecco, 4 giorni son bastati! 😀
      Secondo me ci troviamo tutti là a maggio! 😉
      Un abbraccio

      8 settembre 2017 at 9:52

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