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Hawaii, USA

Molokai: l’isola che non è in vendita

Siamo nel piccolo aeroporto di Molokai, in attesa di prendere il nostro microvolo per Honolulu, due giorni e poi si torna a casa. Il progetto iniziale di questo viaggio alle Hawaii era “Vediamo Kauai che non abbiamo visto e approfondiamo Oahu che l’abbiamo vista male”. Poi non riuscivo a concepire l’idea di vedere Maui da lontano e non andarci, è proprio qualcosa che “mi mandava ai matti”: essere così vicino al posto che ami di più al mondo e non andarci. Come essere fuori dalla porta di una pasticceria che sforna croissant e non poterci entrare. Quindi abbiamo aggiunto Maui, e già che ci siamo andiamo a Molokai, è così vicina, ci buttiamo dentro tre giorni.
L’isola si porta dietro il soprannome di Friendly Island, ma la fama è quella di isola più antipatica, dove la gente è scorbutica e dove fondamentalmente non c’è nulla. Abbiamo letto molto, diciamo che le premesse per dei giorni buttati c’erano tutti. Il volo da Maui con la Mokulele Airlines (quindi con piccoli aerei Cessna) è incredibilmente spettacolare, se doveste capitare di prenderlo scegliete l’opzione al mattino, quando il sole è perfetto per fare le foto.
Le scogliere altissime che costeggi volando sono realmente da togliere il fiato: verdi, con cascate nelle spaccature della roccia, altissime. Tutto è così poco urbanizzato che ti chiedi se non stai atterrando dal lato sbagliato dell’isola. No, è quello giusto.

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A Molokai non c’è nulla, né un centro commerciale, né un semaforo. Ci sono un paio di supermercati, qualche posto dove mangiare qua e là, un po’ di negozietti sparsi e un centro vitale ma solo per poche ore al giorno: praticamente dalle 10 alle 5, poi torna a dormire. E’ lenta in maniera a tratti stressante. Anche i limiti di velocità sono bassi: dai 30 ai 60 all’ora, su strade dove da noi potresti fare i 90 tranquillamente.
La wifi è una cosa che quando la trovi funzionante è un miracolo, al punto che dove dormivamo non riuscivo nemmeno a scaricare i messaggi vocali.
Molokai ti costringe a rallentare, tira per te il freno a mano, è qualcuno che ti tira per una manica e ti dice “Guarda”.
L’isola è bella da visitare, ma la parte migliore, quella che ti fa innamorare, sono le persone, perché se entri con un passo delicato, il cuore aperto e una reale voglia di conoscerli e saperne di più sulla loro isola scopri un gruppo di curiosi chiacchieroni.
C’è Teri del bookstore (non chiedetemi “quale bookstore”, perché ce n’è ovviamente uno solo!), che ha la pelle bianca come il latte ma vive qui da anni e ama follemente l’isola, ne conosce ogni angolo, ti parla curiosamente di ogni persona, sa dove si trovano le migliori spiagge per godersi un bicchiere di vino al tramonto.
Ce l’ha consigliata Juliette, del Visitor Center che ovviamente conosce tutto e tutti. Perché qui non è difficile, sono 8000 persone su tutta l’isola, e la cittadina che va oltre il “quattro case sparse”, è solo una.

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Ci hanno provato a urbanizzare Molokai: negli anni ’70 la Sheraton ha costruito un mega resort, quello dove abbiamo dormito noi, sulla costa ovest di Molokai, dove i tramonti sono favolosi e le spiagge incantevoli.
La gente del posto ha fatto un tale ostruzionismo che il complesso è passato di mano in mano, fino a farlo morire così. Interruttore della luce spento, illusioni finite, un complesso fantasma in cui alcuni gruppetti di stanze/bungalow si sono salvati con proprietari unici e sono delle piccole perle che affacciano su un super panorama. [La storia del posto ve la racconto poi]. Così è successo per la cittadina di Maunaloa, una vecchia piantagione distrutta negli anni ’90 per motivi economici (trad: volevano fare un altro fashion – luxury posto ma non è andato a buon fine), in cui sono stati ricostruiti edifici in stile “vecchia piantagione”, (ma non potevate tenere i vecchi), e oggi sono praticamente tutti chiusi. Resta il General Store e un negozio/galleria di aquiloni che vende un po’ di tutto. Curioso che ci sia tantissima roba balinese, perché il proprietario ogni anno va al festival degli aquiloni e torna carico di sarong e oggetti strani.
Oltre a questo, poco di più che un mucchietto di case.
Moolokai non è in vendita, non lo è mai stata. Sempre nel West End il Molokai Ranch aveva addirittura creato una specie di Zoo safari dove si potevano vedere animali esotici e per 1500 $ potevi sparare alle antilopi africane portate qui per la gioia dei turisti. Il progetto è fallito miseramente, e le voci su come gli attivisti abbiano fatto chiudere non sono ben chiare.

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E quindi, a parte l’incantevole bellezza della natura, cosa mi ha fatto innamorare di quest’isola?
L’orgoglio, una feroce voglia di mantenere le cose nel suo stato originale, il desiderio ardente di non cambiare questa isola hawaiana ferma nel tempo, dove è nata la Hula, dove venivano relegati i lebbrosi.
Sul Kalaupapa viewpoint abbiamo incontrato Melissa, impiegata della FedEx che per la sua pausa pranzo al posto che stare attaccata al telefono, guardava il panorama da lassù. Si è trasferita da Santa Cruz con il marito (“vi faccio vedere la foto, è l’unico con la barba rossa, così se lo vedete lo salutate!) e i figli, si è messa a chiacchierare con noi, ci ha raccontato di quanto possa essere ostile quest’isola se ti poni nel modo sbagliato. “Ne ho visti tanti subire tali pressioni da doversene andare… O di turisti trattati male. Su quest’isola devi avere la giusta “attitude”, non avere fretta, avere voglia di entrare in sintonia”.
Ieri sera siamo stati un’oretta in attesa del famoso Hot Bread della Kanemitsu Bakery a  Kaunakakai (sembra uno scioglilingua vero?). Dalle 19:30 parte la prima sfornata di pagnotte da ritirare sul retro del negozio.Scegli i gusti, si fa aspettare. Abbiamo chiacchierato a lungo con la ragazza che ce lo serviva. Veniva dalla Micronesia, ha incontrato il marito a Guam ma poi ha scoperto che era di Molokai, e si sono trasferiti qui. Ci ha regalato un donut al Taro (sono già buoni normalmente, caldi sono letteralmente roba illegale!), “perché siamo fashion”. Ci prendeva in giro dopo che le abbiamo detto che a noi della moda italiana ce ne frega veramente poco.
Penso davvero che se vieni a Molokai con l’intenzione di vedere le cose, visitare le cascate, fare il trekking e ciao, non troverai nulla, a parte tantissima voglia di andartene più presto possibile.
A Molokai trovi le Hawaii che probabilmente potevano essere vissute 60 anni fa, con un tocco di magia dato da un’isola che ha qualcosa di magnetico e magico, come se la terra fosse sempre pronta a far accadere qualcosa, come se le strade che percorri tutti i giorni cambiassero un poco ogni giorno, anche solo per obbligarti ad osservare ancora quella strada, ad innamorarti ancora un po’.

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7 Comments

  • Reply Roberta

    Ho letto le prime 3 righe e già pensavo .. mamma mia come la capisco … visitare le Hawaii senza passare da maui ? Impossibile !! Molokai è stupenda e sapevo ti sarebbe piaciuta!

    15 dicembre 2017 at 11:48
    • Reply Paola Annoni

      Meno male che con te posso dare fondo a tutta la mia saudade hawaiana!
      Ma infatti, passi per le Hawaii e non passi per Maui!?
      E’ stato un viaggio magico..

      15 dicembre 2017 at 15:32
  • Reply Anna

    Stupenda questa volta scoperta! Mi ispira tantissimo questo posto per staccare dal mondo e rilassarmi, e fare quattro chiacchiere con i locali <3

    15 dicembre 2017 at 12:38
    • Reply Paola Annoni

      E’ un posto sospeso, bellissimo e silenzioso (oddio, a parte le onde di notte che a volte quasi ti spaventano!)…Già amo le Hawaii, poi così <3
      Spero tu possa andarci prestissimo!

      15 dicembre 2017 at 15:31
  • Reply manu

    dove dormire a molokai?
    ci sono solo resort o anche qualcosa di “più tranquillo”, sempre sulla spiaggia?
    c’è un vero e proprio centro abitato oppure solo case sparse?
    non ho trovato nulla sull’isola neanche sulla lonely planet!!

    grazie!

    9 marzo 2018 at 18:21
    • Reply Paola Annoni

      Ciao! No, come ho scritto non ci sono nè alberghi nè resort, c’è qualche alloggio in questo resort abbandonato dove abbiamo dormito noi e un solo albergo in tutta l’isola. Il centro abitato più grande Kaunakakai, ed è un paesotto con tutto quello che serve, ma niente fronzoli o centri commericiali 🙂

      11 marzo 2018 at 15:44
      • Reply manu

        Bene!
        Quello che cerco!
        Ti scrivo al ritorno!
        Baci

        11 marzo 2018 at 15:47

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