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    Kauai nord: cosa fare, dove mangiare e informazioni utili

    Il jet lag è ancora fortissimo, quindi ci siamo addormentati alle 7 di sera per svegliarci ad un orario giusto per partire… Le 3:40 del mattino. Aspettiamo le 6 per andare a fare colazione alla  Paradise Bakery, un posto che assomiglia ad una gioielleria hippie. Fanno i croisscone (croissant + scone) e dei Muffin deliziosi. Peccato che costino come  un diamante di Damiani.
    Direzione nord, prima che piova. Il tempo è assolutamente inclemente in questi giorni.
    Prima tappa, Hanalei. Il suo nome significa “a forma di corona/di mezzaluna” ed è un posticino incantevole.
    Prima di arrivare, passando per una strada ovviamente tutta curve, si passa attraverso l’Hanalei Bridge, un ponticello ad una sola corsia (andate piano!) dal sapore old style. Come il paesino d’altronde. Tutto è costruito in legno e hai l’impressione di essere un po’ in un’altra epoca.
    Ci siamo fermati a mangiare al Village Snack and Bakery shop, un posticino un po’ lurido all’interno di un complesso commerciale. La torta di mele è veramente buona e i prezzi economici (anche per pranzo e colazione, le porzioni esagerate). Ecco, magari prendete le cose e mangiate fuori se non volete ritrovarvi a puzzare come un onion ring tutto il giorno.
    Fate tappa al lungo Pier, che offre una visuale sulla baia da togliere il fiato. Ecco, se non piove puoi anche fare il bagno e non stare al riparo come noi.
    La strada che prosegue verso la Na Pali Coast è veramente come te la immagini: verde, intensa e che ti regala scorci sul mare letteralmente pazzeschi.

    Il Pier di Hanalei

    Il Pier di Hanalei

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    Mentre proseguiamo verso la fine della strada (quando si arriva ad est, dove comincia la celebre Na Pali coast la strada finisce e non si collega alla parte sud est, l’ultimo distributore di benzina si trova a Princeville), facciamo tappa a Tunnels Beach.
    Si trova appena dopo il segna miglio 8 sulla Hwy 560 (Milestone, come si traduce?), ci sono due stradine non asfaltate appena dopo sulla destra. Le stradine sono due, prendete quella a 0.6 Miglia dopo il Milestone dove c’è scritto “public Access”. Se non dovesse esserci posto per parcheggiare fermatevi a Ha’ena Beach Park e camminare poi lungo la spiaggia per arrivare qui. Se parcheggiate lungo la strada qui c’è una possibilità del 100% di beccare la multa. Questa splendida spiaggia è famosa, oltre che per le palme e la bellezza unica, anche per essere il luogo in cui la giovane surfista Bethany Hamilton ha perso un braccio nel 2003 dopo essere stata attaccata da uno squalo. Allora, paranoie a parte, questa spiaggia è una di quelle iperfamose per lo snorkeling (la forma della costa la rende le acque abbastanza calme e tranquille la maggior parte del tempo) per essere estremamente scenografica e per surf e windsurf.

    Tunnel Beach

    Tunnel Beach

    Tunnel Beach quando c'è bel tempo: credit patricksmithphotography.smugmug.com

    Tunnel Beach quando c’è bel tempo: credit patricksmithphotography.smugmug.com

    L’obbiettivo della mattinata non era però la spiaggia, ma camminare  sulla ma. Se digitate “Kauai” probabilmente è la cosa più famosa e scenografica di tutta l’isola. Ovviamente per vederla bene bisogna fare un’escursione o in elicottero o in barca, ma se capitate in giornate orribili come le nostre forse è meglio evitare visti i costi piuttosto alti.

    Quindi ci dobbiamo accontentare del Kalalau trail, forse il trekking più famoso di tutte le Hawaii.

    Una camminata di 11 miglia dal livello di difficoltà intensa. Le prime due miglia che portano fino alla Hanakapi’ai Falls sono in salita, ma non sono pesanti: l’unico grosso problema è il fango. Ci sono tanti pezzi pieni pozzanghere e fango scivoloso se ha piovuto (Hey! Ma che fortuna! Quando siamo andati noi aveva diluviato!). C’è anche la stradina che ti porta alla Hanakapi’ai beach. Qui le correnti sono fortissime quindi se non siete nuotatori esperti (ma anche se lo siete), evitate di fare i fenomeni e pucciate semplicemente i piedi.

    Per arrivare alle Hakakapi’ai falls il percorso è di circa 1.5 h/2 h a seconda del passo. Comunque fattibilissimo. Noi abbiamo dovuto interrompere il cammino prima perché era letteralmente impossibile proseguire senza scivolare ricoperti di fango in fondo alla vallata.

    Fino a qui potete procedere senza permesso. Dalle cascate in poi ci vuole il permesso che va richiesto all’Hawai’i DLNR State park (qui trovate il link diretto per richiederlo) perché si presume che se proseguite volete campeggiare. I permessi sono limitati, quindi se volete farlo dovete davvero organizzarvi per tempo.

    Siamo tornati indietro, purtroppo.

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Na Pali Coast dal Kalalau trail

    Na Pali Coast dal Kalalau trail

    Na Paili coast vista da davanti

    Na Paili coast vista da davanti

    Ci siamo rimessi sulla strada, facendo quelle tappe perse all’andata: prima di tutte Princeville. Questo posto molto fashion e lussuoso, è stato chiamato così dopo che il principe Alberto venne in visita al figlio del Re Kamehamea IV. Ci siamo avvicinati al St.Regis Princeville ma tra praticelli all’inglese e gente con il rolex abbiamo preferito lasciare perdere. E’ un posto molto fashion dal panorama bello.

    Da non perdere in zona il famoso Hanalei Valley lookout (basta inserirlo su google maps) e se avete fame, potete prender qualcosa al Princeville Shopping center, dove oltre a qualche ristorante (e negozi davvero carini, oltre ad una libreria – che in questo caso è proprio solo una libreria fisica – dove tutto costa 1$) c’è anche un foodlands.

    Riproviamo a raggiungere un posticino carino camminando: il Queen’s bath, una specie di piscina naturale che si è formata tra le rocce laviche. Per raggiungerla bisogna fare un trekking di circa 10 minuti. Il problema è che se state visitando le Hawaii d’inverno la possibilità che piova o che abbia piovuto è piuttosto alta e quindi il percorso fangoso.

    Questa introduzione per raccontarvi una delle cadute più scenografiche mai viste. Ovviamente è caduto Gianni, altrimenti non ci sarebbe nulla da ridere. In pratica il percorso è breve ma molto ripido, quindi quando si bagna diventa tutto una specie di scivolo di fango e quando metti un piede sbagliato… E’ un attimo che fai un triplo carpiato atterrando nel fango solo per metà.

    Se avete voglia di fare foto assolutamente scenografiche, al ritorno fermatevi al faro di punta Kilauea (Kilauea Lighthouse): ci si arriva facilmente al milestone 23, uscendo da Kolo Road. Costruito nel 1913 è stato in funzione fino al 1970. E’ il punto più a nord delle Hawaii ed è stato fondamentale come riferimento quando nel 1927 Maitland e Hegenberger stavano tentando la prima traversata transoceanica, perché vista la strumentazione del tempo stavano volando troppo lontano dalla rotta.

    Per il pranzo “tardivo” (tante  volte noi mangiamo una sola volta al giorno  ma bene, intorno alle 15/16), abbiamo optato per il Chicken in a Barrel, un posticino a nord di Kapaa (in realtà ci sono diverse filiali sull’isola, ad Hanalei, Kapaa e Waimea), un posticino che fa BBQ davvero squisito. Ovviamente abbiamo preso il sampler Plate.

    E ogni giorno lo penso di più: Kauai, col bel tempo, dev’essere qualcosa di davvero incredibile.

     

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    Hawaii, USA

    Maui: 5 nuovi posti da non perdere

    Maui è il mio posto nel mondo, il posticino del mio cuore, uno di quelli che se non fosse a 25 ore da casa potrebbe diventare la casa ufficiale (ah, anche se le case non costassero le milionate di dollari che costano).

    L’isola ha qualcosa di magico, totalmente magnetico.

    Premessa.

    Quanto abbiamo comprato i biglietti per le Hawaii è andata più o meno così:

    “Oddio Gianni, biglietti per le Hawaii a 500 €, voglio andare! Compriamoli! Ti prego”

    “Dai, un attimo, aspetta, vediamo cosa fare, quando…”

    [seguono messaggi vocali a qualsiasi ora del giorno in cui promettevo cose come andare anche a lavorare in uno strip club come cameriera pur di raccimolare più soldi possibili]

    “Ops. Eh, niente, li ho comprati”

    Volevamo concentrarci su Kauai e Oahu, ma l’idea di essere a due passi da Maui e non vederla mi faceva piangere il cuore. Quindi abbiamo aggiunto Maui ancora per due giorni “ma solo due”.

    Risultato.

    Ho insistito così tanto che Gianni ha sbagliato a prendere il volo da Maui a Molokai e alla fine nella mia isola abbiamo trascorso tre giorni pieni. Vi giuro che non era una tattica di distrazione.

    Oltre a rivedere tanti posticini del cuore, rifare la Road to Hana al contrario (arriva il post, promesso), ecco 5 nuovi motivi per andare a Maui, tornarci, lasciarci il cuore. Read more

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    Hawaii, USA

    Molokai: l’isola che non è in vendita

    Siamo nel piccolo aeroporto di Molokai, in attesa di prendere il nostro microvolo per Honolulu, due giorni e poi si torna a casa. Il progetto iniziale di questo viaggio alle Hawaii era “Vediamo Kauai che non abbiamo visto e approfondiamo Oahu che l’abbiamo vista male”. Poi non riuscivo a concepire l’idea di vedere Maui da lontano e non andarci, è proprio qualcosa che “mi mandava ai matti”: essere così vicino al posto che ami di più al mondo e non andarci. Come essere fuori dalla porta di una pasticceria che sforna croissant e non poterci entrare. Quindi abbiamo aggiunto Maui, e già che ci siamo andiamo a Molokai, è così vicina, ci buttiamo dentro tre giorni. Read more

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    Hawaii, Parchi USA, USA, USA - MI

    Maui, Road to Hana: la strada più bella del mondo

    Road To Hana

    Ho cominciato a scrivere un post sui costi alle Hawaii, uno di quelli solo utili. Poi Gianni si è messo a sistemare le fotografie di Maui e della Road to Hana, una delle giornate più intense vissute sull’isola di Maui, il mio cuore ha fatto un sobbalzo, ed eccomi qui, a raccontare questo pezzo di viaggio alle Hawaii che mi ha dato il colpo finale per perdere definitivamente la testa per queste isole magiche. Read more

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    Hawaii, USA - MI

    Hawaii, Big Island: Kilauea National Park, un mondo di lava

    BIG ISLAND

    Il primo impatto con Big Island non è stato dei migliori.

    Siamo atterrati ad Hilo, l’aeroporto ad est dell’isola (l’altro è a Kona), dopo un giorno di pioggia intensa ad Oahu, abbiamo volato in mezzo alla pioggia e siamo atterrati in mezzo ad un tentativo di diluvio universale.

    La signora hawaiana accanto a Dario e Francesca ha chiesto perché stavano andando a Hilo. Come perchè? Read more

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