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a beautifull Mess, Bali, Indonesia

Bali. Alla ricerca della sua poesia.

Tutti mi chiedono di Bali. Se mi è piaciuta, se è bella, se è quello che mi aspettavo.

Io sono sempre stata innamorata dell’isola prima di arrivarci, prima di atterrare in un caldo pomeriggio di luglio dopo lo Sri Lanka, dopo un pezzo di viaggio che nella mia testa era solo “il pezzo prima di…”

Mi sono innamorata di Bali tanti anni fa, il tutto per una foto.

La foto era questa.IMG_5409

 

Non avevo viaggiato molto, ma dentro di me continuavo a pensare a quanto potesse essere magico un posto in cui ai bordi delle strade mettono dei frangipane per bellezza.

Io amo i frangipane. E’ un po’ come la storia dei tramonti: ogni volta che trovo un albero, raccolgo i fiori da terra, annuso quelli che hanno i petali con i bordini un po’ marroni, li annuso a fondo. Cerco un fiore bianco perfetto e me lo metto tra i capelli.

Il primo ricordo che ho di Bali, il più intenso, il più vivido è il suo profumo.

Siamo saliti sul taxi che dall’aeroporto ci ha portato a Candidasa e l’odore era così netto che posso riprodurlo nella mia testa, proprio ora.

E’ un odore che ho ritrovato continuamente: per le strade, nei templi.

Bali ha l’odore di riso al gelsomino che si mischia delicatamente con un odore di pane e fiori.

Ogni tanto trovi degli incensi, ma non intaccano questo odore. Sono inutili, cornice esotica.

Nel nostro primo albergo, proprio davanti alla porta della nostra stanza, una pianta gigante di frangipane faceva da ombrello ad un tempietto casalingo.

 

Davanti, il mare in burrasca, perchè io a Bali ci ho portato tutta la sfiga che potevo raccogliere negli anni di viaggio.

Ridendo abbiamo coniato l’hashtag #balimiodia.

A luglio è improbabile prendere pioggia, diluvio e maltempo è quasi un evento da segnare sul calendario.

 

Il secondo ricordo è in una risaia.

Sai che novità, Bali è piena di risaie: bellissime, terrazzate, con tanti sorridenti balinesi che lavorano al loro interno.

Poi, quando vedi a fine giornata i loro piedi infangati e raggrinziti uscire dall’acqua torbida, l’esotico e il caratteristico vanno un po’ a farsi benedire e vorresti solo comprargli degli stivali per andare a pescare.

Avete mai passato la mano su una piantina di riso?

Sembrano i capelli a spazzola di una natura acerba, come se dentro quegli steli ci fosse tutta la voglia di crescere di un mondo dipinto solo in tinte verdi. Verde chiaro, intenso, dalle venature gialle, quando ormai è pronto da raccogliere._MG_2928 (Medium)

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Le risaie sono bellissime.

Quando sono gonfie d’acqua riflettono il mondo con una poesia che solo uno specchio sa regalare.

Guardare il cielo dentro la terra ti regala una sensazione di benessere, come di equilibrio.

 

Il terzo ricordo, le cornici sul vuoto.

Nel mio immaginario erano solo al Pura Lempuyang e sul braccio di Cabiria.

Invece sono ovunque: nei piccoli angoli sacri di quest’isola così densa di templi, negli angoli in rovina.

Il taglio netto di questa porta mi ha sempre dato strane sensazioni.

I templi induisti balinesi sono di una ricchezza estrema, ogni dettagli è arricchito da riccioli, scanalature, figure.

E questa porta.

Pulita, netta, quasi il taglio di un rasoio, ancora più visibile quando affaccia su un cielo dall’azzurro intenso. E le linee nette che conoscevo solo sulla pelle di un’amica.

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Il silenzio in un piccolo tempio.

Accanto alla celebre Goa Gajah (chiamata anche Elephant Cave) c’è un piccolo tempietto, che in realtà non è neanche un tempio.

E’ una risaia, una parete di roccia incisa con (forse) delle storie tratte dalla vita di Krishna. il fiume ti accompagna lungo il cammino.

E’ un po’ fuori dalle rotte turistiche, lontano dai fastidiosi e continui taxi di Ubud, dalle voci, da un casino che diventa troppo alla svelta il brusio di sottofondo di un mondo che non dovrebbe averlo, fatto di motori accesi, rumori, urla._MG_3007 (Medium)

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Una volta in un post di Irene avevo letto una frase che esprimeva perfettamente una sensazione di piacere: “come quando ti si stappano finalmente le orecchie”.

Qui il silenzio e la pace si rivelano, e così, anche la Bali che ti aspettavi di trovare.

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6 Comments

  • Reply La Ste

    Voglia di Bali, e di Asia, ovviamente!

    30 Agosto 2016 at 16:13
    • Reply Paola Annoni

      c’è mai un momento in cui non l’abbiamo? 😀
      un mega abbraccio Ste, e ci vediamo presto, vero? 🙂

      31 Agosto 2016 at 10:16
  • Reply Vale

    Dalle tue parole che sono pura poesia credo proprio che quella poesia l’hai trovata…

    30 Agosto 2016 at 20:41
    • Reply Paola Annoni

      L’ho dovuta cercare, ma sì, da qualche parte c’era ^__^ spero tu possa andarci al più presto!
      un bacione

      31 Agosto 2016 at 10:16
  • Reply Serena

    Il mio prossimo viaggio sarà proprio a Bali e le tue parole mi hanno già catapultato là.

    31 Agosto 2016 at 9:33
    • Reply Paola Annoni

      Che bellezza Serena, quando? 🙂
      un abbraccio

      31 Agosto 2016 at 10:17

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