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Kauai, costa ovest. Itinerario di un giorno.

Le Hawaii sono belle da vedere, rivedere e scoprire, quindi questa volta abbiamo deciso di dividere i giorni su isole nuove e tornare a Maui, perché io l’adoro. Semplice.
La prima tappa del nostro viaggio è Kauai.
Per Kauai servirebbero realisticamente almeno 4 giorni, per poter visitare l’isola e per potersi rilassare un po’. Prima di tutto la cosa più importante: a Kauai, il tempo è davvero instabile, cambia di continuo e noi siamo stati decisamente sfortunati. Ha piovuto tutti i santi giorni e il sole quando spuntava veniva ringraziato (da me) con grandi inchini.
Nonostante il tempo schifoso, Kauai mi è piaciuta davvero tantissimo, sinceramente penso che se ci fosse stato il sole me ne sarei follemente innamorata perché un posto tutta natura, trekking, canyon bellissimi e scogliere. E’ proprio bella bella bella.

Quindi in questo post troverete qualche info utile su Kauai, e il primo giorno di permanenza sull’isola, quando ci siamo inoltrati alla scoperta della costa ovest.
Dove abbiamo dormito?
A Kapa’a, la cittadina sopra Lihu’e airport. L’hotel è il Kauai Shores, molto carino e pulito, proprio sulla spiaggia. Il costo è di circa 130 $ a notte comprese tasse, quindi non tantissimo ma neanche troppo poco.

Quindi, ecco tutto quello che abbiamo fatto il primo giorno a Kauai.

Siamo partiti con un curioso jet lag pesantissimo che ha puntato automaticamente la sveglia alle 4 del mattino, quindi alle 6 eravamo già ampiamente pronti a partire alla scoperta dell’isola.
Prima tappa, ovviamente, a fare colazione. La scelta è caduta ovviamente sul Daylight Donuts, un posto molto basic ma dai donuts deliziosi (99 cent l’uno), se scegliete il Long John preparatevi a gustare un tripudio di crema e glassa. (1.99 ben spesi).
Siamo poi partiti subito alla volta del Waimea Canyon. Mark Twain lo ha descritto come il “Grand Canyon del Pacifico”, ma è curioso che se leggi la sua biografia, qui lui in realtà non c’è mai stato. E’ quindi un po’ come riportare le citazioni di Jim Morrison sui diari. Quindi vorrei dire “E’ proprio il Grand Canyon del Pacifico, peccato che a me sembra più bello del Grand Canyon stesso”. Usatela pure come citazione.

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Il canyon è lungo 16 km, largo quasi 2 (1.6 km) e profondo circa 1 km. Per arrivare al Waimea Canyon view point prendete Waimea drive , per tornare giù scendete da Koke’e Road (che passa per Kekaha) dove ci sono diversi shop ed è più turistica. La strada è tortuosa e bellissima, e se vi fermate in qualche stop a bordo strada potrete vedere bene l’isola privata di Ni’ihau.
[Ni’ihau è un’isola privata e non ci si può andare, se non per vederla da lontano da un elicottero o farci snorkeling con un tour giornaliero. La storia è curiosa e ve l’ho raccontata qui]
Ci sono diversi lookout lungo la strada, se siete fortunati e non fa brutto tempo vi troverete davanti uno spettacolo letteralmente mozzafiato. Visto che ha iniziato a piovere siamo arrivati al Museo Kekeeu (è ad offerta, ma non lasciateci più di un dollaro perchè è davvero minuscolo ed è fondamentalmente uno shop), abbiamo aspettato che smettesse per poter fare un pezzo di trekking (invano) ma alla fine siamo ripartiti a caccia di un pallido sole.
Due lookout assolutamente imperdibili:
Kalalau Lookout: è inflazionato ma imperdibile. La vista sulla vallata che si getta nel mare è mozzafiato. Ma questa vallata di vede ancora meglio dall’altro Lookout, quello meno conosciuto, il Pu’u o Kila Lookout che si affaccia sulla Kalalau Valley (la più grande sulla Na Pal Coast). Quello che si vede da quassù (cioè, noi abbiamo visto più o meno visto che le nuvole andavano e venivano e oscuravano la vista) è una vallata stupenda.

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La spiaggia che si vede laggiù è raggiungibile solo con una camminata di 11 miglia oppure con il kayak ed era totalmente disabitata fino al 1919.
Riscendendo dal Canyon ci siamo fermati nella zona del Ilau Nature Trail, una passeggiata (chiamarlo Trail è veramente un po’ troppo) di circa 600 m che tra piante strane e curiose ti porta ad una vista super mozzafiato sul Waimea Canyon. Il nome del trail deriva dai fiori gialli che incontrerete subito appena entrati nel percorso , i cui antenati (con tutta probabilità) erano dei girasoli, portati probabilmente da un uccello che ha volato per 2500 km dalla “Mainland”. Sono piantine che si sono evolute in strambi cactus (non sono proprio cactus) dalle curiose punte e dall’aria di un pon pon, e vivono accanto a dei frutti a grappoli che sono della famiglia dei luppoli.
Ovviamente è arrivata ora di pranzo e siamo andati a caccia di cibo gustoso.
Waimea è un paesino davvero carino dove mangiare e dove fare una passeggiata, ma non perdeteci troppo tempo. Ci siamo fermati al Porky’s (un truck) per un hot dog con il kalua pork (il pulled pork cotto a bassa temperatura). Ci sono solo 3 scelte e tutte vanno dagli 8 ai 9$ (si alzano i cori del “cavoli, carissimo!”)… Sì, carissimo. Nonostante le recensioni entusiaste io non l’ho trovato poi così esaltante.
Seconda tappa (no dai, veramente pensate che possiamo sfamarci con un hot dog in 2?), al Ishihara Market, un supermercato poco più avanti con tanto di gastronomia e banco del poke dai prezzi onesti. Poke buonissimo e mangiato fuori sui tavoli disponibili appena fuori dal supermercato.
Appena fuori da Waimea, a Kiki a Ola (Menehune Rd, circa 2 km dal bivio con la Hawaii 50) c’è un muro di pietra, alto mezzo metro che è tutto ciò che rimane di un antico acquedotto che risaliva per 8 km il fiume Waimea. Fa un po’ ridere perché è un muro e bisogna fare davvero un estremo sforzo di immaginazione. Sempre con un grandissimo sforzo di immaginazione dovrete immaginare il Fort Elizabeth (appena dopo il miglio 22), un vago ricordo di un forte russo costruito da tal George Scheffer. Ma almeno c’è il bagno.
[La storia del forte è curiosa ma un po’ lunga quindi se vi interessa la scrivo, ma ho forti dubbi]
Proseguendo siamo finiti in uno di quei posti che ti mettono davvero in sintonia con la natura e in pace col mondo: il Polihale State Park, il punto di congiunzione dove la sabbia cede il passo alla scenografica Na Pali Coast. Siamo arrivati fino al Queen’s pond.
Tutta l’area consiste in 12.5 miglia (circa 20 km) di spiaggia ininterrotta, divisa praticamente in 3 macro aree:
Kekaha Beach Park, Pacific Missile Range Facility (una zona militare a cui è praticamente impossibile accedere…Cioè, potreste vedervi partire un missile di fianco) e il Polihale State Park.
Quest’ultimo rappresenta l’ultimo posto in cui puoi arrivare a nord in questa parte dell’isola (senza usare una barca, ovviamente) ed è il punto in cui parte la scenografica Na Pali coast. Essendo a ovest qui potete trovare tramonti pazzeschi. Troverete dune, uno strano relitto sulla spiaggia, il mare con una potenza spaventosa.

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Per arrivare al Queen’s pond la strada che dovete prendere è la Hwy 50 fino alla fine, poi prendere la destra al bivio. La strada sterrata porta avanti per 3.2 miglia, fino a che non arrivate ad un albero gigantesco (in inglese è chiamato Monkeypod, in italiano albero della pioggia, ma lo scopro ora), se proseguite c’è sempre la strada sterrata, quando vedete che comincia ad esseci troppa sabbia, mollate la macchina e passeggiate fino alla spiaggia perché si sprofonda davvero e non è un’idea particolarmente smart dover spingere una macchina fuori dalla sabbia.
La spiaggia, desolata e solitaria con davvero pochissime persone qui e là.
Ovviamente il sole non c’era, quindi siamo tornati indietro. Però ne abbiamo approfittato per fare una passeggiata nella “Kaua’i ‘s Biggest Little town” di Hanapepe, un paesino delizioso pieno di negozietti, gallerie e una libreria fighissima.
Fondata dai coltivatori cinesi a metà del 1800 (e quindi significa che qui si fumavano grosse dosi di oppio e lo spasso era assicurato), era l’unica cittadina non legata ad una piantagione, ed aveva la fama di essere una città senza regole e decisamente selvaggia. Nel 1924 ci fu una rivolta, dove vennero uccisi 16 filippini e 4 agenti della polizia, e da lì prese la sua nomea di città violenta, e cominciò il suo inevitabile declino, segnato definitivamente dal fiorire di Lihu’è.

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Taro Chips!

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La città al giorno d’oggi è rinata, ha quell’aria hippie e vintage che piace sempre, piena di negozietti fashion e curiosità. Sembra incredibile ma in poco più di 2 km ci sono 69 siti storici, di cui 43 sono iscritti nel National And State Register of Historic Place. Oltretutto (solo per intenditori) è la città di Lilo, in Lilo e Stich!

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Da non perdere: The swinging bridge (il ponte oscillante è carino, e buttate un occhio anche al negozio che c’è davanti di spezie e curiosità), la Talk Story Bookstore ( i libri sono carissimi ma si trovano davvero delle perle, anche nella zona dei libri usati) e il Taro Ko Shop.
Allora: questo minuscolo e scassato negozieto vi darà l’idea di entrare nella baracca di qualcuno, ma voi entrate, è aperto. Le patatine di taro costano un sacco (5$) a sacchetto, ma sono davvero favolose.
Il venerdì sera, oltretutto, la città si anima, le galleria d’arte aprono le porte ai visitatori e c’è musica ovunque, aperitivi a gogo e un’atmosfera rilassata.
Noi siamo tornati in hotel, stanchi ed esausti, ma felicissimi di essere nuovamente alle Hawaii.

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14 Comments

  • Reply Lostindestination

    Devi smetterla di scrivere di Hawaii…. Mi fai diventare verde ogni volta!
    Io VOGLIO andare alle Hawaii! Devo farcela e prima o poi lo farò!

    E’ un po’ come l’Alaska… due mete costosissime e mitologiche.

    Tu mi fai apparire questo arcipelago come qualcosa di facile, vicino, abbordabile….. ahhhhhhhh, una crisi esistenziale tremenda!

    Stupendo!

    Un abbraccio,
    Elena

    10 gennaio 2018 at 12:25
    • Reply Paola Annoni

      In realtà l’unico grosso problema è il volo che costa tanto, ma spesso escono super offerte e prometto che verrò a farti un fischio subito! Noi entrambe le volte siamo andati alle Hawaii con biglietti che costavano circa 500 €, quindi poi già si parte da un costo ben diverso da quelli soliti… Poi costa poco più degli Stati Uniti continentali 😉 Quindi, spero che esca al più presto un biglietto e che questo sogno diventi un super progetto! <3

      11 gennaio 2018 at 7:33
  • Reply Patrick

    Mamma mia che panorami! Come dire, amo già Kauai!

    11 gennaio 2018 at 0:39
    • Reply Paola Annoni

      Capito perchè sono completamente pazza per le Hawaii? <3

      11 gennaio 2018 at 7:06
  • Reply Gaia

    Ecco, io ho già il marito che tenta di convincermi ad andare alle Hawaii, adesso ti ci metti anche te con questo racconto spettacolare…
    …e adesso chi me li paga i biglietti aerei???? 🙂

    Gaia

    24 gennaio 2018 at 11:38
    • Reply Paola Annoni

      E’ il mio maledetto compito: sobillare le masse a partire verso queste terre meravigliose (e avvisare tutti quando ci sono offerte per i voli!)…
      Sto tenendo monitorato tutto, ma maledizione quanto costano! 🙁
      Dai dai che esce una nuova offerta!

      26 gennaio 2018 at 16:22
  • Reply Giovy Malfiori

    Paola, intanto studio… poi ti chiederò un sacco di cose. Ci voglio proprio andare su quell’isola!

    26 gennaio 2018 at 14:31
    • Reply Paola Annoni

      VIsto quanto ami i paesaggi verdeggianti, sono si cura che ti piacerebbe un casino!
      <3

      26 gennaio 2018 at 16:18
  • Reply Cassandra - Viaggiando A Testa Alta

    Wow, bellissimo! Avevo provato a programmare un viaggio alle Hawaii per questa estate, ma poi mi sono resa conto che non potevo permetterlo. Che peccato! Speriamo che esca presto una buona offerta con i voli aerei! Vorrei tantissimo vedere questi luoghi meravigliosi!

    26 gennaio 2018 at 16:44
  • Reply Paola

    Pensa che mi immaginavo che le Hawaii fossero solo un posto per fare sport acquatici e invece mi hai fatto scoprire tutta una parte dedicata al trekking che non consideravo affatto!

    26 gennaio 2018 at 16:46
  • Reply drinkfromlife

    Voglio andare pure io alle Hawaii! 🙂 Sono capace di andare in India e perdermi nei luoghi più assurdi eppure le Hawaii mi sembrano un luogo irraggiungibile. Eppure prima o poi ci andrò. Promesso. 😀

    26 gennaio 2018 at 23:31
  • Reply Daniela

    Che altro dire se non…spettacolo! Il canyon è meraviglioso, i colori sembrano effettivamente più belli rispetto al Grand Canyon stesso! Io quelle 11 miglia me le sarei fatta per raggiungere la spiaggia!

    27 gennaio 2018 at 11:41
  • Reply Lorenza

    Io andrò a fine novembre e non vedo l’ora. Ti ho appena scoperta e i tuoi articoli sono utilissimi (tra l’altro mi stai facendo fare grasse risate, sei davvero molto simpatica!). Tu sei stata fine novembre/inizio dicembre, vero? Leggendo un po’ in giro ho capito che Kauai è piovosetta.

    15 agosto 2018 at 14:56
    • Reply Paola Annoni

      Siamo stati a inizio dicembre: Maui tempo perfetto, Kauai piovosetta sempre, ma è questo clima del cavolo che la rende così bella e verde.
      Fammi sapere se ti servono altre info e fammi sapere se poi ti innamori follemente anche tu! <3

      28 agosto 2018 at 17:56

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