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15 parchi americani (quasi) sconosciuti

15 parchi americani (quasi) sconosciutiUn post che avrei voluto trovare io e che non ho trovato è questo: quali sono degli angoli di Stati Uniti o dei parchi che sono assolutamente imperdibili ma che non considera nessuno perché magari sono accanto a dei parchi più belli e famosi?”. Magari con un titolo un po’ più breve, ma il concetto è questo. Quante cose ci perdiamo perché magari non sappiamo che accanto alla superstar dei parchi (che se sono famose un motivo ci sarà…) ci sono meraviglie poco pubblicizzate? Sì, tantissime.

Sono in angoli remoti dimenticati da Dio e in cui non arriva neanche un McDonald’s? Quasi mai.

Quindi armatevi di mappa e innamoratevi: ecco la lista di 15, che spero di poter aggiornare presto.

  • White Sands. Perché se il New Mexico è Albuquerque e Breaking Bad, è anche Alamogordo, il suo pistacchio gigante e il parco che io preferisco in assoluto. Colline infinite di sabbia bianchissima che cambia colore con le ore del giorno. Al tramonto è di una bellezza commovente. Dai, lo so, ve ne ho parlato mille volte, ne ho scritto due post questo e questo, ma è davvero un parco favoloso.

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  • Muley Point. Ai miei occhi è il punto panoramico più incredibile mai visto. Dislocato nel sud dello Utah, ad un’oretta di macchina da Mexican Hat (che abbiamo usato come base per andare nella Monument Valley).

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  • Red Canyon. Chi è andato a Bryce Canyon NP con tutta probabilità ci è passato davanti senza nemmeno accorgersene, visto che sembra “un’anticipazione” di quello che sarà poi Bryce qualche chilometro dopo, ma questo “piccolo”canyon con autoguida in una brochure è una piccola chicca. Di un rosso intenso, è un agglomerato di quello che si vede in giro: pietre in bilico, muri a picco e vegetazione strana. Ed è lì che ho scoperto la mia pianta preferita: il pino Ponderosa, che ha la caratteristica di emanare dal tronco un intenso e delizioso profumo di vaniglia e butterscotch.

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  • Little Wild Horse Canyon. Prima di arrivare alla Goblin Valley c’è una deviazione sulla destra, praticamente nessuna indicazione (serve google maps), un cartello, due bagni. Ma il percorso che ti si presenta davanti è un degno rivale di Antelope Canyon… Solo che è un percorso di circa 11 km in mezzo alle strettoie e alle forme morbide di rocce rosse modellate dall’acqua. Sbalorditivo. Qui trovate tutte le informazioni che avevo scritto sul parco e quelli vicini e ci sono anche le info sul punto successivo.10685348_10153170433308327_764725678785715734_n

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  • Potash Road. Una delle rivelazioni del mio ultimo coast to coast. Appena fuori da Moab si apre un mondo e si può vedere Canyonlands “dal basso”, oltre che ad andare a caccia del set della scena finale di Thelma e Louise. Se avete un 4×4 potete fare tutta la strada, altrimenti, finché le buche lo permettono (e poi consiglio di continuare a piedi). 10 e lode.10689764_10153187112983327_933993174940179379_n

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  • Cedar Breaks National Monuments. Un altro parco minore, ma con un particolarità a dir poco curiosa: è il perfetto scontro tra Bryce e Grand Canyon. Se si sceglie di faticare fino allo Spectra Point (il Ramparts trail) ci si troverà a guardare a sinistra e sentirsi dentro il canyon più famoso del mondo e a destra… Dentro la magia di Bryce. Imperdibile. Qui trovate il post con tutte le informazioni utili. E’ bellissimo, fidatevi.

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  • Badlands. Sarà che sono lontane dai soliti circuiti turistici classici (sono nel lontano South Dakota), ma qui, non ci va quasi nessuno. Purtroppo. Perché il paesaggio surreale di collinette rocciose arrotondate che si amalgamano con dolcezza a campi verdi… Sono davvero qualcosa di mai visto. Il South Dakota non è solo fatto dalle faccione dei quattro presidenti. Qui il post che avevo scritto con un’immensa gioia.

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  • Muir Woods. Sapevate che a due passi da San Francisco c’è un parco di sequoie che ricorda paesaggi di Disneyana memoria? Una foresta di alberi giganti e un profumo di natura inebriante. Sarà che è stato il mio primo parco nazionale, ma ho un ricordo bellissimo. Qui il post, in cui c’è anche Point Reyes.

This image was one of my first of John Muir Woods. Hard to believe it is only just a few short miles from downtown San Francisco.You can visit Muir Woods year round. Now you might think from this image that the park is relatively uncrowned. That is NOT the case. Even on stormy wintery days, the park is full of people and getting a shot like this is near impossible. You must have a lot of patience or a few photography tricks up your sleeve.

 

  • Theodore Roosevelt National Park.Un paesaggio bucolico che si avvicina decisamente al mio concetto di Eden, con il vantaggio di non essere assolutamente popolato. Anche perché si trova a Nord del Nord Dakota.Quindi o vai lì per quello o di sicuro non ci passi per caso.

Merita le centinaia di chilometri per arrivarci. Qui trovate il post che sono sicura vi verrà voglia di allungare qualsiasi giro.

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  • Snow Canyon State Park. Vicino alla cittadina di St George (Utah)  c’è un parco che sembra essere sparito dalla mappa mentale e organizzativa di chiunque. Questo. Quando siamo andati al Visitor Center credo che il ranger si sia un po’ spaventato nel vederci lì. Strano perché è bellissimo, e tra slot canyon e dune di sabbia pietrificate, una giornata si riempirebbe con facilità. Qui trovate il post in cui ne parlo, insieme all’altro dimenticato: Kolob Canyon.

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  • Pinnacles National Parks. Pinnacoli, rocce e trekking che vanno dalla cima delle montagne alle grotte senza dover fare troppa strada. Tarantole qua e là. Uno degli angolini che nell’ultimo viaggio in California mi ha fatto ricordare perchè sono così follemente innamorata dei parchi nazionali americani. Siamo andati sugli High Peaks passando per le Balconies Cave, nel silenzio di un parco che davvero chiunque snobba. Peccato. Qui trovate il mio post.14859829_10155410306533327_5775886985936423586_o-768x512

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  • Lassen Volcanic National Park. In assoluto la scoperta più bella dell’ultimo viaggio in California che è schizzato in pole position tra i miei parchi preferiti in assoluto. E’ un parco alpino ma che ha – come dice il nome stesso – una zona vulcanica con tanto di  fango e fonti bollenti. Per arrivare al punto più figo di tutti, bisogna fare una camminata  di circa un’ora e mezzo, ma il Bumpass Hell Trail  è un hike davvero favoloso in mezzo ad un parco alpino che poi si apre in questo panorama mozzafiato. Una figata. Tutte le informazioni le potete trovare qui, poi, prima o poi, scriverò il mio post.

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  • Alabama Hills. Set cinematografico di infiniti film western (e altri capolavori della cinematografia tipo Tremors… Ok, scherzo, ma Django sì), questa zona rocciosa a due passi da Lone Pine (dove si trova il Lone Pine History Museum, carino, ma nulla di che) è uno vero spettacolo della natura. Deserto aspro, colline rocciose, terre desolate. Il panorama che abbiamo visto tutti in migliaia di film che sì, erano girati tutti lì. Quando tira vento e ti trovi in mezzo ad una tempesta di sabbia è tutto molto scenografico. Poco piacevole, ma molto scenografico.

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  • Mono Lake. A dir la verità non è poi così sconosciuto, ma è davvero bellissimo e non ci vanno poi così tante persone perché è in un angolo un po’ sfortunato (bisogna attraversare il Tioga Pass e non sempre è aperto a causa della neve), ma è letteralmente mozzafiato. Un paesaggio lunare che appare in un deserto dall’odore acre:  è un lago alcalino di origine vulcanica, il secondo più antico di tutta l’America del nord e dalla storia triste alle spalle. Il lago è stato negli anni prosciugato dalle richieste idriche di Los Angeles e solo un’azione di riprotezione piuttosto recente l’ha salvato dal seccarsi completamente.

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  • Valley of Fire. Un posto magico che promuovo da sempre e che nessuno nota perchè è a due passi dalla città della perdizione… Las Vegas! Ma è un parco favoloso da girare in macchina, dal rosso intenso, con una strada tutta curve che lo attraversa. E’ davvero vicino, quindi se capitate da quelle parti, fateci una scappata.

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2 Comments

  • Reply Francesco

    Bel post, belle foto. La voglia di tornare in Usa riemerge facilmente assieme alla curiosità di vedere alcuni di questi posti che mi mancano! Ciao!

    3 febbraio 2017 at 16:45
    • Reply Paola Annoni

      Ho scritto il post e mi son messa a guardare i voli (nonostante io abbia già prenotato un viaggio sempre negli USA a marzo). L’ovest è una malattia che non ti molla mai 🙂
      Spero tu possa andarci prestissimo! 😀

      6 febbraio 2017 at 10:58

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