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Colombia, Senza categoria, Sud America

Cartagena: cosa fare? [post utile]


1426011065103Cartagena è imperdibile. Lo dico dopo aver finito il giro, l’ho detto appena arrivata. Questo pezzo di Colombia ha qualcosa di incredibile. Nel bello, e nel brutto. Quindi cercherò di dare più informazioni utili, mettere insieme racconti, consigli e suggerimenti che ci sono stati dati. E’ uno scontro violento di due mondi, il turismo e la vita vera, è musicale e pimpante, calda. Da vedere.

Prima di tutto, come si arriva dall’aeroporto? Dove abbiamo dormito?

Dall’aeroporto il modo più pratico è il taxi, il prezzo corretto è di 9.000/10.000 pesos. Ovviamente appena usciti dalle porte verrete assaliti dai taxisti che offrono la corsa per 15.000, voi fate due passi verso sinistra, lontano dalla “prima linea” e i costi calano istantaneamente.

Per contenere i costi abbiamo soggiornato in una specie di b&b, all’interno della Urbanizacion la española, un quartiere chiuso con cancelli a circa 15/20 minuti a piedi dal centro storico.
A “la Casa española” la signora Blanca ti accoglie con dolcezza e gentilezza estreme, dandoti tutte le indicazioni utili, soprattutto per i costi dei servizi.
Per esempio una corsa media in taxi da lì al centro è di circa 6/7000 pesos, invece il costo da/per l’aeroporto è di 9.000/10. 000 pesos. Se vi chiedono di più stanno cercando di fregarvi. Almeno un po’.10953200_10153683187488327_9120251667718737569_n
I taxi qui non hanno il tassametro quindi si contratta. Poco, ma si contratta. Comunque costa pochissimo: 6000 pesos sono circa 2.5€. Tanto per capirci è più o meno come in Thailandia.
Il consiglio che mi ha ripetuto più e più volte è stato “no hagas papagña”, che tradotto è più o meno “non metterti in mostra” e quindi portarsi dietro uno zaino per infilare le macchine fotografiche quando non le usi e non metterti ciondoli o altre cose appese al collo. Nel centro storico c’è tantissima polizia, ma appena si esce il clima cambia notevolmente. Ad essere sincera non mi sono mai sentita in pericolo o seguita, ma abbiamo – come sempre – evitato situazioni limite e di gironzolare di sera in posti poco raccomandabili.
Tornando alla signora Blanca… Non mi sento molto di consigliarlo, sia per il letto duro come il marmo che per la dimensione minima della stanza. Anche se lei è davvero deliziosa.
Il primo problema quando si arriva in un paese straniero è: dove cambio i soldi?
E quindi, dove cambiare i soldi a Cartagena?
Noi abbiamo cambiato 20 dollari in aeroporto (con un cambio penoso) e poi siamo andati a chiedere in città sia alla Western Union che alla banca ufficiale, ma i cambi erano estremamente bassi rispetto al cambio ufficiale.
Strano a dirsi ma i cambia soldi che si trovano nella città vecchia (a volte sono proprio delle stanze di case con un vetro davanti), offrono un cambio migliore. Giratene due o tre per farvi un’idea. Comunque l’euro qua è poco apprezzato rispetto al dollaro e cambiato con un 14% di commissione. Meglio prelevare con il bancomat.10905990_10153683192028327_5946731702780210980_n
La città ha un dualismo fortissimo: il dentro le mura, una meravigliosa cartolina coloniale con negozi di grandi firme e tutto quanto di più turistico si possa trovare, e il fuori, che ricorda tantissimo Delhi. Sì, la Nuova Delhi in India.
Ma partiamo dal centro.
La città coloniale dentro le mura è, per spiegarla semplice, come noi ci immaginiamo l’Havana. Colorata, bellissima, con musica caraibica che esce dai locali, meravigliosi edifici storici a cui è stata data una mano di colore che rende tutto esotico e bellissimo.
E lo è, bellissimo. Abbiamo vagato per le vie per due giorni e continuavamo, ad ogni passo, a scoprire angoli nuovi, vie e piazzette mai viste. Sempre piene di venditori di cappelli o occhiali da sole taroccati o donne scurissime (come a Cuba i colombiani hanno una vastissima gamma cromatica della pelle, si va dal bianco “Paola abbronzata” al nero tipico dell’Africa centrale) con vestiti caricaturali – di colombiane vestite come la tizia della Chiquita ho visto solo loro- che vendono frutta a pezzi a prezzi esorbitanti (4000 pesos per un bicchiere di anguria tagliata a pezzi quando fuori dalle mura abbiamo bevuto una specie di pestato/succo/con pezzi per 1000) attirandoti con un cantilenante “fai una foto alla morenilla”.
Un punto a loro  favore è che non sono insistenti: se gli dici” no grazie” mollano alla svelta, e tu puoi tranquillamente camminare senza problemi e senza troppi disturbi.
I prezzi nei negozi sono assolutamente occidentali. Come metro di valutazione prendo spesso l’hard rock Café che ovviamente troneggia in una delle piazze principali: una maglietta qui costa come a Londra, e l’hamburger pure.
Nella piazza De Los Coches c’è anche il punto informativo, decisamente utile per fare una stima dei costi.10428009_10153683177428327_6202542526832579202_n
All’inizio pensavamo di andare a visitare l’isola del Rosario, ma poi abbiamo rinunciato leggendo varie opinioni in rete (anche per il nostro scarso interesse per il mare). Ci siamo un po’ informati sui costi: in agenzia – se ne trovano molte nella città vecchia –  per l’escursione giornaliera che includeva stop nell’isola con l’acquario, pranzo e 3 h circa alla Playa Blanca,  il prezzo era di 95.000 pesos per persona + 14.000 di tassa obbligatoria per andarci. Mi sembrava tantissimo visto che la signora Blanca ci aveva dato il range di costi (se prenotavamo con lei) di 65/70.000 pesos.
Se non fosse che al punto informativo ci hanno detto che basta andare al molo turistico verso le 8 del mattino e da lì salpano le barche di diverse dimensioni per il giro solito. Costo,  45.000 (più la tassa fissa di 13.500).
Praticamente la metà.
Le barche grosse tipo traghetti, oltretutto,  impiegano circa 2 ore ad arrivare a destinazione, le lance (barche piccole e veloci) circa 45 minuti, ma costano comunque qualcosa in più e in caso di mare agitato non sono il massimo della sicurezza.
Un’altra escursione da fare è quella al Volcan de Lodo El Totum, un ex vulcano (non erutta più fuoco e lapilli, ma fango tiepido) in cui si può scendere e godere del fango che, si dica abbia proprietà terapeutiche. Il punto è, siete mai stati in mezzo a del fango naturale? Io ho avuto un certo shock sull’isola di Vulcano, sia per l’odore che per la quantità di peli e capelli non miei che mi sono ritrovata addosso. Passata la voglia, eh?
Quindi, alla fine, siamo rimasti a goderci la città.
E quindi, cosa fare o vedere?
Prima di tutto bisogna specificare che anche nella città vecchia, la mattina, il tardo pomeriggio e la sera sono tre mondi separati, diversi. La mattina tanti venditori ambulanti, poi tavoli di ristoranti la sera. E tutto cambia.10984113_10153683187328327_1127375350220726411_n
La piazza più famosa, quella chiamata “plaza de los coches”, celebre per la torre dell’orologio posizionata proprio sulle mura e da cui si può uscire verso un parco molto carino (di giorno, lo eviterei caldamente di sera) in cui ci sono diverse bancarelle con libri usati – tutti in spagnolo – e un po’ d’ombra, o assaggiare tutti i dolcetti tipici sotto i portici. Pezzi di dulce de leche o agglomerati di cocco, latte e zucchero (diabete a mille!) a tutti i sapori possibili ed immaginabili. Non era il mio posto visto che non amo le cose troppo dolci.
Accanto a questa piazza, la Plaza de l’Aduana, rinominata da noi, piazza della fogna, visto che troneggia un pesante e onnipresente odore. Ricorda tantissimo l’Havana, questo angolo più del resto.
Il vantaggio è che non ci sono cubani. E a riguardo, si sa che sono poco politically correct.11021126_10153683183248327_6104227033289552226_n
La città vecchia è bellissima, non c’è molto da dire. Ogni via dalle mura dipinte dai colori sgargianti, ben tenuta, con alberghi lussuosi (fatevi un giro dentro al Sofitel Santa Clara, una meraviglia vera), l’Università, le piazzette con giardini ben curati. Non so nemmeno quanto abbiamo camminato e sono certa che ci siamo persi dei pezzi. Se uno ha voglia di spendere, qui i prezzi sono assolutamente occidentali e in molti ristoranti puoi tranquillamente pagare un piatto di ceviche 20 €.
La passeggiata sulle mura al tramonto è d’obbligo, soprattutto se in coppia, è davvero romantico.
Quando cala il sole diventa la vera zona limonaia (trad. per chi non è della zona emiliana: dicesi zona limonaia quell’angolo di un locale, di una discoteca o di un luogo in generale dove le coppiette si appartano. Terminologia da usare se hai meno di 20 anni.). La sera, oltretutto, ogni angolo si tappezza di bancarelle di chincaglieria poco interessante, ma non sono molesti e non cercano di vendervi ogni cosa.
Interessante, fresco e gratuito il museo dell’oro, fateci una tappa se siete in giro e morite di caldo.

Due locali curiosi, sono piuttosto vicini uno all’altro: uno è il KGB cafè, un locale folle in stile soviet, e l’altro un ristorante argentino, dai prezzi alti ma dall’atmosfera super… E con il menu sulle bottiglie. Cioè, per farti leggere il menu ti mettono proprio in mano una bottiglia di vino.11054349_10153683187153327_2502282994488976957_n

Non so come si mangi, ma è carino farci almeno un giretto.

La vita vera di Cartagena, però, è da un’altra parte ed è ben diversa.
Solo facendo un passo nel quartiere Getsemanì (zona di ostelli e ristoranti con i prezzi dimezzati rispetto al centro), tutto cambia: sporcizia e brutture, mercati confusi, negozietti con in vendita ogni genere di articolo, tendenzialmente di plastica e dal colore fluo. Bambini che giocano a calcio ovunque, con le crocs (qui a quanto pare il mercato di queste ciabatte è ancora super carico!) con scarpe da ginnastica o scalzi. L’importante è giocare, sempre, ovunque.10919002_10153697007418327_4379269845549768115_n10996801_10153697008973327_7251590886880623502_n 11013182_10153697003038327_6808142557401374059_n
Ha il suo fascino, ma il senso di sicurezza che si prova dentro la città vecchia cala vertiginosamente.
Appena fuori dalle mura si trova una meravigliosa cevicheria: un minuscolo angolo di paradiso gestito da due dolci signore (Marta e Claudia), che in questo sotto tetto hanno fermato il tempo nel 1980, quando impazzava il film con la nudissima Brooke Shield “Laguna blu”. Si chiama proprio “Laguna Azul” ed è tanto trash quanto buono ed economico (e le porzioni ENORMI). Proprio accanto al localino, un centro commerciale (Centro comercial Getsemanì, Calle larga) in cui vengono quasi solo tecnologia e… extension per capelli. Non sono riuscita a capire l’abbinata ma si alternavano praticamente solo questi due tipi di negozi. Questo posticino l’abbiano trovato qui,  se foste interessati al chevice questa è un’ottima risorsa!11041814_10153683195978327_1671609188563073375_n

Un altro posto in cui abbiamo mangiato in maniera super economica il tipico pranzo, la cosiddetta “comida corriente”, era chiaramente fuori dalle rotte turistiche, e nonostante la qualità del cibo fosse piuttosto bassa, abbiamo fatto una delle più strambe esperienze local.

Il “ristorante” si chiama Coroncoro, e all’ora di pranzo è decisamente un gran casino. Tu entri, una ragazza gentilissima ti dice “spetta lì va!”, e poi ti fa sedere a caso con altre persone. Una passatina al tavolo, “cosa vuoi? Pesce, carne, xxxx (non ho capito), xxxx (non ho capito neppure questo), xxxx (figuriamoci la terza).IMG_20150220_123852

Ti siedi, ti mettono una zuppa davanti, poi il piatto dopo tre secondi. Noi eravamo a tavola con una coppia carinissima di anzianotti chiacchieroni, poi con un pazzo scatenato e un’infermiera.

Il piatto di regola è composto da una zuppetta, verdura, un pezzo di carne o pesce, legumi e riso.

Questo riso, con dentro pezzi di osso di pollo, diciamocelo, non era il massimo.

Una menzione di merito invece va al nostro carrettino preferito, che vendeva jugo (qui il succo, i frullati con acqua, l’acqua con la frutta un po’ pestata si chiamano tutti così), era quello che ci aspettava fuori dalla Urbanizacion Espanola11024647_10153697001893327_4644032612661356866_n dove dormivamo, e per 1000 pesos ci riempiva bicchieroni anguria freschissima e ghiaccio.

Oltre che città di mura Cartagena è città di forti, e il Castillo de San Felipe troneggia da un’altra collina in tutta la sua possenza. Curioso che mentre stavamo salendo dal retro siamo stati inseguiti da una guardia (si proprio uno della polizia), che ci ha invitato a pagare a lui i 17.000 pesos per salire al forte, che sarebbe andato lui a comprarceli giù e a dire a quelli della biglietteria che eravamo saliti.

Ok, io sono sempre piuttosto diffidente, ma questa era una presa in giro bella e buona!

Cartagena è da vedere con il giusto ritmo che ti dà la città: lento e con il passo strascicato, ma con il cuore pieno di musica e voglia di assaggiare ogni frutto posato sulle bancarelle.11026357_10153683183448327_5945577148715107330_n

E’ turistica e fuori dalle rotte è pericolosa. Mi è sembrata il simbolo di una Colombia che vuole diventare sempre più bella e turistica ma che ha ancora i suoi notevoli problemi.

Ma forse questo è un argomento da trattare a parte.

Un sito completo, ben fatto e  molto utile per visitare la città, con consigli e classifiche nella sezione “blog” è questo http://www.cartagenaconnections.com, che noi abbiamo usato più volte mentre eravamo quà e là ad agganciarci alle wifi gratuite che si trovano senza troppi problemi nella città vecchia.

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5 Comments

  • Reply Claudia

    Che belli, non vedo l’ora di leggere il resto

    13 Marzo 2015 at 21:58
  • Reply roberta

    Da bambina i miei nonni vivevano a Bogotà e cartagena era una meta quasi fissa per natale, quest anno tornerò dopo tanto tempo e non vedo l ora…

    1 Agosto 2016 at 22:11
  • Reply Flavio

    Ciao Paola, sono Flavio,anche io amo viaggiare, vorrei tanto visitare la Colombia come anche altri paesi del sud america, ma uno dei piu’ grandi quesiti che mi pongo è sempre lo stesso, almeno a sentire tante esperienze di altre persone e amici., dicono sempre, che, in pratica il passaporto bisogna portarlo con se, per ogni evenienza, pero’ mi hanno raccontato anche che spesso la polizia ferma per un controllo, e si trattiene il passaporto a proprio piacimento, cosi’ per tentare una sorta o vera e propria ” estorsione” a danno di turisti… cosa consigli di fare? si potrebbe anche autenticare il proprio Passaporto in un qualche ufficio comunale di queste citta’, cosi’ da avere una copia del passaporto, ma legale a tutti gli effetti sempre con se.. senza mettere a rischio l’originale rimasto nascosto in Hotel..?? poi per quanto riguarda le foto, ormai si fanno con gli smartphone, tu hai riscontrato problemi nel tirarlo fuori per fare foto? cioe’ si deve sempre stare attenti ad ogni angolo oppure un attimo di tregua lo teniamo…?? anche perchè nel momento in cui venissimo derubati del telefono ( smartphone) ci avranno privato di ormai tutto..contatti,comunicazione, foto..ecc… Ti ringrazio di una eventuale risposta, cosi’ per potermi fare un idea, di cosa si incontra viaggiando in questi paesi bellissimi dove pero’ purtroppo la criminalita’ di strada è molto diffusa… Saluti Flavio

    30 Settembre 2017 at 17:31
    • Reply Paola Annoni

      Ciao Flavio! Non so perchè il tuo commento non mi era mai arrivato. Allora, la situazione non è assolutamente così allarmante. Non ho avuto problemi nè col cellulare, nè con i controlli per il passaporto. La Colombia è pericolosa (ma relativamente meno al resto del sud America) nelle grandi città, nei paesi più piccoli è tranquilla e accogliente. Un amico usa sempre un cellulare da viaggio “scassato” per evitare di perdere contatti e tutti nel caso venisse derubato… O nel caso cadesse o si bagnasse durante un’avventura. Ovviamente vale sempre la regola di “no dar papaya”, non mostrare, non esagerare, non dar nell’occhio..Ma questo è un consiglio che ti darei anche se andassi a Miami! 😉 SE hai bisogno di dritte scrivimi, ti rispondo subito via mail! Paolannoni@gmail.com

      24 Novembre 2017 at 11:58

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