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Paola Annoni

    Myanmar

    Lake Inle

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    C’è una cosa che io e Gianni abbiamo sempre imposto: la critica più cruda e più sincera io sulle sue foto e lui sui miei post. Nessun buonismo, nessun “dai, carino”. E così abbiamo sempre riso chiedendoci se anche Steve McCurry avesse una compagna al suo fianco che gli dice “bleah…”, “schifo…”, “iabò! Ma che è?”, “ma l’hai fatta tu o l’hai rubata su instagram?” o insulti simili (con tutta probabilità no, ma mi piace sempre immaginarlo). Read more

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    Florida, USA

    Hai mai cercato dei manati in un fiume?

    Clearwater

    “Hem… Ma… Anche a voi si sono attaccate le pinne al fondo fangoso e colloso del fiume?”

    “Direi di si, ma credo che sia il problema minore visto che siamo ricoperti di una melma verde e non sappiano dove ste bestie di 200 kg stanno nuotando”…

    “oh, io ho bisogno di farmi una doccia, sento puzza di palude…”

    “Ehm… In effetti..”

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    Consigli di viaggio, Florida

    Viaggiare è imparare – Lezioni sparse dalla Florida

    No davvero, giuro che ho scritto. Non ho pubblicato, ma ho scritto. Ogni tanto mi piglia l’ansia perchè so che poi Andrea mi controlla e mi scrive cose tipo “beh, e la Florida?”. Avevo bisogno di viaggiare, di non sentirmi addosso il dovere di scrivere, volevo sentire il bisogno di farlo.

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    Abbiamo viaggiato in compagnia di altri amici, un gruppo di 8 di cui, in viaggio, ne conoscevo soltanto uno. Lo ammetto, sono partita un po’ terrorizzata. Dopo il viaggio in New England (no, non cercate, di post non ce ne sono), avevo bisogno di capire se ero ancora in grado di viaggiare in gruppo (esperienza mai facile che mette alla prova pazienza, spirito di adattamento, apertura mentale per i diversi stili e ritmi di viaggio), se mi piaceva ancora farlo  o se sono diventata una snob molto poco backpackers – su questo bisognerebbe aprire un capitolo a parte visto che si, sono diventata un po’ insofferente agli ostelli dove ci sono nordiche vestite da homeless ragazzi dai cappelli di paglia e Ray-Ban taroccati con la sigaretta sull’orecchio – che vuole viaggiare solo con il suo viaggiatore preferito. Io non l’ho mai negato, viaggiare con Gianni è una pacchia a tutto tondo. Read more

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    Italia, Viaggi

    Waiting for #tremosinewhatelse

    Lontana da casa da 10 giorni. Secondo me questo è il imagesmomento “collinetta”in cui senti la mancanza delle abitudini, della mamma, dei cuccioli che ti girano per casa ed è il momento oltre il quale entri nel viaggio, cominci a spogliarti di tutto questo ed entri nella routine del viaggiare, dello zaino che ti segna le spalle, di dormire in un letto diverso ogni notte.

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    Pensieri qua e là

    Grazie

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    Quando eravamo piccole io e mia sorella abbiamo subito un trauma: siamo state lasciate a casa di mia nonna per 3 giorni mentre loro erano a Parigi con amici. Ma non è stato questo il vero trauma… Lo shock è stato trovare sotto il cuscino, prima di mia mamma, un biglietto strappalacrime con cui ci dava la buonanotte. Read more

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    Cambogia, Pensieri qua e là

    #Nevadofiero

    controcorrenteNon è per modestia, ma davvero, il giorno in cui è stata distribuita l’autostima io ero in fila per i donuts con un ombrello aperto. E quindi è da qualche giorno che leggo splendidi post di persone che si vogliono bene e si guardano con dolcezza, orgogliose di alcune parti del proprio mondo, piccole perle di sé da condividere. Sì, sto parlando dell’hashtag #nevadofiero. Scrivi, nomini. E’ decisamente meglio della cagata di farsi fuori una bottiglia di vodka a martello mentre un tuo amico ti fa il video.

    E quindi mi sono sciolta leggendo Farah e Manuela e ho viaggiato col cuore leggendo Serena, per cui ammetto di avere un “debole” scrittorio (se la licenza poetica mi viene concessa): è una di quelle persone che potrei leggere anche se scrivessero di martelli pneumatici a percussione, e sono sicura mi piacerebbe lo stesso. E poi proprio lei, dopo quel post di viaggio mi ha taggata. Ed eccomi qui, a pensare a quelle tre cose di me di cui devo andare fiera. Ci ho pensato bene. Eccole qui.

    1 – Dal 2012 ho fatto scelte davvero impopolari, sono andata controcorrente e ho scelto cioè che era meglio per me.

    Mollare un lavoro certo, scegliere il ragazzo che sembrava il più disastroso, affidarmi alla sorte e a me stessa, tagliare rami secchi della mia vita. L’elenco infinito e lungo di cose che ho fatto tra i nasi arricciati e gli sguardi critici di persone che avevano camminato con me fino a quel punto. Mia madre che cerca di nascondere la disperazione, mio padre con gli occhi perplessi.

    E poi ho vinto.

    Non che io sia ricca, non che io sia famosa. Ma sono felice. Dopo aver passato mesi in cui mi vergognavo ma dovevo chiedere anche i soldi per fare metano alla mia Wanda del 1998 e a cui ho rinunciato a tutto, adesso ho una minima stabilità economica, un compagno che è meglio di un sogno, viaggi in programma, amici sinceri. Forse bisogna davvero passare l’inferno per vedere il paradiso. Ed eccolo, il mio paradiso. Fatto di vestiti da 5 € e sorrisi da 45 denti.

    2 – Ho viaggiato da sola e ho realizzato il mio sogno di vedere Angkor.

    AngkorLo ammetto, adesso lo racconto con una certa nonchalance, ma la sera prima di mettermi su quell’aereo della Aeroflot da sola (oltretutto, sai che sicurezza mi dava quella compagnia aerea… ) ero decisamente terrorizzata. Mi continuavo a dire “no ma ho la febbre, io non sto bene, mica posso partire” e poi circa 20 mila volte “ma che cazzo stai facendo? Vuoi far la figa e stai facendo il passo più lungo della gamba… Vedrai che ti perdi e succede qualcosa di catastrofico e devono far rientrare la salma”. E poi son partita. Ho passato il check in, i controlli, mi sono seduta in terra in un angolo del gate, ho salutato su fb inneggiando alle donne (sono partita l’8 marzo) e mi sono seduta accanto alle mie belle amiche russe che buttavano giù vino come acqua e vodka come latte. In quelle giornate in cui camminavo da sola per le strade impolverate della Cambogia, trovavo i ristoranti che cercavo (per chi mi conosce sa che è un’impresa), prenotavo autobus e prendevo aerei, beh, lo ammetto, anche se ero impaurita, mi sentivo davvero figa.

    Un piccolo episodio sulla mia preoccupazione dell’essere sola, soprattutto di notte: quando mi ha raggiunta Gianni, la prima notte, mi ha abbracciata nel letto. Io ho cercato di picchiarlo. Ho detto tutto.

    3 – Sono un’entusiasta cronica.

    WS

    Mi sono sentita prendere in giro mille volte per i miei “yeppy”,”uhuhuhu!” “uuuuao” e “bello da dio”, ma non riesco a non essere così. C’è troppa bellezza in giro, troppe meraviglie da vedere, troppe cose buone da fare, troppe persone belle da ascoltare da abbracciare e da cui imparare, troppi vini buoni da bere, troppo Bruce Springsteen da ascoltare. Io sono davvero entusiasta e felice per tutto, perché se non le prendi così le cose che ti capitano ti perdi davvero tanto della vita. La vita fa già abbastanza schifo quando cerchi di fronteggiarla, figuriamoci se la prendi pure con acidità. Bene chiama bene, male chiama male. E poi, la gentilezza rende tutto migliore, se sei gentile ed entusiasta le persone non possono non sentirsi contagiate (ok, io sono una persona ostinatamente gentile, anche con persone che si meriterebbero dei calci volanti nei denti).

    Ed ecco qui, a guardarmi in fondo a questa mini lista, in effetti questa è stata proprio una bella idea. Happiness is here and now, proviamo davvero a guardare il lato buono delle cose.

    Grazie Serena!

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    Cambogia, Cina, Consigli di viaggio, Vietnam

    Si viaggia bene in Asia? Top 5 dei peggiori spostamenti :)

    viaggiare sicuri...

    Scrivendo del viaggio che da Bagan ci ha portato a Lake Inle, ho cominciato a pensare a tutti i viaggi in autobus o sui mezzi di fortuna che ho avuto occasione di fare in Oriente (sud est asiatico o Cina, in Giappone viaggiare è solo un piacere) e ho cominciato a pensare alla sensazione che provocano in me quei ricordi, quelle lunghe ore passate su autobus scassati, spesso sporchi, con compagni di viaggio decisamente improbabili. Ci ho trovato della poesia, se devo essere sincera.

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    Consigli di viaggio, Myanmar

    Verso Lake Inle. Un lungo, lunghissimo viaggio.

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    A Lake Inle ci si arriva per via aerea (ma è piuttosto caro) o via terra (ad un prezzo decisamente basso), la scelta cade su uno dei due a seconda di diverse esigenze. Tempo, soldi, e soprattutto pazienza. Sì perché il fattore principale da prendere in considerazione se si viaggia in autobus è senza ombra di dubbio la totale e assoluta calma che si deve mantenere per viaggiare 8 ore con alcune decine di persone di troppo sull’autobus.

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