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Germania, Pensieri qua e là

Io e i tedeschi: cronache di un disamore.

1440532342335 (1)Deve essere una questione genetica: da un mix italo – spagnolo non può nascere niente di nordico. A parte mia zia che è inglese ed è una persona adorabile, io e i popoli che vanno oltre le Alpi proprio non ci troviamo.

E così è stato con i tedeschi: nessun amore, nessuna scintilla. Se non fosse che non c’entra nulla con il film direi che il mio con loro è stato proprio un divorzio all’italiana. Forse io non piaccio a loro, e loro non piacciono a me e devo ammettere che hanno contribuito fortemente a farmi passare la mia teorica passione per la Germania.

L’idea di fare un lungo giro a spasso per la Germania est mi esaltava parecchio: blocchi di cemento, storia pomposa, i segni di una rinascita fortemente voluta, la DDR che ancora aleggia nell’aria… La mia curiosità era decisamente stuzzicata.

E invece… Invece tutto è stato piatto e senza slanci, come una salsiccia viennese senza crauti, senape o patate.

Per il momento ho pronto sulle labbra un “non credo tornerò mai più in Germania, a parte per tornare a Berlino e Quedlinburg”, che mi staccherò a fatica.

Nella vita però, bisogna essere oggettivi, quindi ho cercato di mettere in fila le cose che mi sono piaciute del paese che guarda economicamente tutta l’Europa dall’alto, per poi elencare quello che proprio mi è stato sulle scatole.

Via con i buoni.

  • In Germania c’è praticamente sempre pulito. E questo per me è stato un plus notevole. Le strade, le birrerie, i parchi, le città… Anche negli alberghi più “scrausi” e di basso livello o nei campeggi i bagni di regola splendono. Può capitarti di trovarti un lenzuolo con qualche buco, ma sarà sicuramente un lenzuolo che profuma di bucato appena fatto. Nel piccolo e nel grande si trova questo: pulizia e ordine, un paradiso per quelli con le manie come me.
  • In Germania l’autostrada è gratis ed è ben tenuta. E’ gratis. Quello che noi paghiamo circa 10 centesimi a chilometro lì è completamente gratuito. E nelle voci di costo di un viaggio è una cosa che si sente parecchio. Le indicazioni, oltretutto, sono davvero alla tedesca: praticamente sempre ben fatte.
  • Sono ordinati e puntuali. Se un negozio apre alle 9 state certi che alle 8:58 qualcuno aprirà la porta per accogliervi.
  • I supermercati sono decisamente economici. Mettiamoci il cuore in pace: quello che da noi costa 1€ lì costa circa 70 cent, di media. Poi se vai al lidl anche meno. Noi spessissimo abbiamo mangiato comprando le cose al supermercato: le insalate già pronte solo da condire spesso si trovano per circa 1,80€ o poco più, oltre al fatto che hanno una sfilza di Yogurt e latte aromatizzato da bere, che ti fa credere di essere finito dentro il paradiso dei latticini a 0,89 cent.
  • Le patate. Mioddio, le patate. Ci sono ristoranti interi che fanno SOLO patate in tutte le maniere del mondo: rasenta l’incredibile. Il loro menu è decisamente noioso (crauti-patate-salsicce-cotoletta è quello che si trova di media… Ovvio che se si sale di prezzo aumenta e varia anche la scelta, ma se si tiene il budget basso questo è quello che passa il convento), ma come fanno loro le patate… A volte neanche gli spagnoli. Ho detto a volte eh.
  • Sempre in tema alimentare, posso lasciare fuori la questione birra? No, vero? La birra qui è buona (a volte anche molto molto buona) e di regola costa poco. Una birra da 0,5 spesso la trovi anche a 2,60€… Praticamente la metà che in Italia.
  • Quando sono gentili, sono ESTREMAMENTE e STUPENDAMENTE gentili. Quando abbiamo dormito a Sankt Goar (zona del Reno), la proprietaria del mini hotel an der Fahre era incantevole: gentilissima, disponibile, un biscottino. E mi ha fatto sbattere ancora una volta il naso su quanto siamo italiani. Nell’ingresso sul retro dell’albergo c’era un frigorifero pieno di birra, acqua e bevande. “Prendete quello che volete, scrivete quello che prendete sul foglietto e me lo pagate poi domani”. Davanti a questi atti di fiducia verso il prossimo ancora io mi emoziono.
  • Sono poco rumorosi. Dimenticatevi quello che avete visto a Rimini e Riccione quando eravate giovani. In Germania nei ristoranti si parla a bassa voce, niente musica, niente casino. A parte qualche italiano sullo sfondo.
  • Ti senti praticamente sempre al sicuro. Quella strana sensazione di soggezione, paura o “mioddio cosa potrebbe succedermi”, qui è praticamente annullata. Come gli homeless. A parte a Berlino, ne ho contati 3 in 10 giorni.

Ok, questo era tutto il buono, ma quali sono le cose che hanno reso il mio viaggio davvero difficile e mi hanno fatto “spingere” per varcare il confine verso la Francia (dove non è che brillano di simpatia per gli italiani)?

  • Il livello di accoglienza medio è pari a quello dei cinesi: nullo. Che tu sia lì o non ci sia per loro non cambia nulla, anzi, di media gli stai anche un po’ tra i coglioni. Ti fanno il check in negli alberghi, ti chiedono il documento, ti prendono l’ordinazione. Non una parola di più, non un sorriso, non una spiegazione in più. Ti senti sempre un ospite indesiderato. E assolutamente, fortissimamente non tedesco.
  • Per lo più, non parlano inglese. Non vorrei generalizzare questa è senza ombra di dubbio la cosa che mi ha lasciata più a bocca aperta: il livello di inglese, fuorchè a Berlino dove  il livello è piuttosto alto, pochi parlano inglese. Non dico di parlare di metafisica applicata alla scienza, ma proprio le conversazioni di base per uno scambio commerciale. Ero praticamente certa che fosse più o meno come in Svezia, dove mi è capitato di chiedere un’informazione ad un netturbino, che mi ha risposto in un inglese così perfetto da mettermi in imbarazzo.
  • Sempre a proposito di lingua: non ti aiutano. Ho studiato tedesco alle superiori, ma è decisamente una lingua che se non pratichi finisce all’istante nel calderone dove inflili le poesie di Foscolo e le disequazioni. Cioè ti dimentichi tutto. Quindi ho fatto mille sforzi pazzeschi per sfoderare tutte le conoscenza residue (per me vale sempre la regola che sono io la straniera nel loro paese, quindi sono io quella che deve farsi capire) per costruire frasi decenti più o meno comprensibili. Niente, mi sono sentita trattare come se fossi un’idiota (probabilmente parlavo come Heater Parisi dei primi tempi, ma accetta lo slancio), praticamente sempre.
  • Sono rimasta spesso in imbarazzo davanti ai loro modi rudi: le cassiere al supermercato hanno decisamente dato il peggior esempio di maleducazione mai ricevuto. Una ha cominciato ad alzare la voce perchè non capivo cosa stesse cercando di dire. Ancora una volta ho sentito che anche lei aveva imbroccato la tripletta: mi ha trattata da scema perchè non capivo, non mi ha aiutato minimamente per riuscire ad interpretare quello che stessi dicendo, non parlava inglese.
  • TI scappa? Sono 50 centesimi. Sempre, comunque, praticamente ovunque. E se sei una come me che in bagno ci va 20 volte al giorno, fate un po’ i conti. Purtroppo nei bagni pubblici spesso non corrisponde il paghi = puoi fare un pic nic sulla tazza. Nella maggior parte dei casi devi prendere il coraggio a due mani per avvicinarti al tanto agognato wc.

 

A dir la verità di altri grandi problemi o fastidi non ne ho avuti, ma a pensarci bene sono andati a colpire proprio dove la mia armatura era più morbida: sull’accoglienza.

Purtroppo (o per fortuna se guardiamo ad altri paesi come la Colombia), le persone sono l’anima di un paese, e la mia ricerca di trovare un contatto o una relazione, spesso si trasforma in una doccia fredda.

Giorno dopo giorno si sono sommati episodi di maleducazione e poca gentilezza che probabilmente hanno fatto accrescere in me un’idea di Germania sempre più inospitale.

Un esempio tra tanti? A Ingolstadt ho acquistato una sim card per il cellulare per avere internet sempre a portata di mano.  La tizia che me l’ha venduta mi ha preso i soldi e mi ha fatto capire un piuttosto lampante “scantati”. Non me l’ha attivata, non mi ha spiegato come si faceva nonostante le richieste. Ho provato a farlo da sola su internet ma il risultato è stato che ho ancora tra le mani una sim mai attivata e 10 € buttati nel cestino.

Decisamente non l’accoglienza che mi aspettavo.

Io e i tedeschi: cronache di un disamore – Scusateiovado.com by Paola_Scusateiovado on Mixcloud

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11 Comments

  • Reply Gloria

    Come ti capisco! Delle volte, per quanto sia bello il paese, non riesci a entrare in sintonia con le persone… spesso perchè hanno un modo di relazionarsi troppo diverso dal nostro. A me è capitato in Giappone!
    Gloria
    http://www.travellingexploringliving.com

    26 agosto 2015 at 17:11
    • Reply Paola Annoni

      …O forse non vogliono proprio relazionarsi con il prossimo, che dici? 😉

      28 agosto 2015 at 8:52
  • Reply Chiara

    Ho letto con particolare interesse perché sono tornata anche io da poco dalla Germania, anche se sono rimasta a Sud Ovest (punta massima Heidelberg). Condivido tutto, però devo dire che gli elementi positivi che hai elencato a me sono bastati… Sarà che in questo preciso momento della mia vita quegli aspetti che in Italia sono tutti al contrario mi pesano molto!
    Scriverò presto anche io! Posso linkare anche il tuo articolo?
    Buon lavoro e piacere di averti “scoperta”!

    27 agosto 2015 at 13:05
    • Reply Paola Annoni

      Ciao Chiara! Ma certo che puoi, è un piacere. Io sono partita per la Germania con una gran gioia nei confronti dei “punti positivi”: la verità è che in Italia non ci sappiamo proprio comportare. Pulizia, ordine e rispetto per gli altri sono aspetti piuttosto dimenticati nel nostro paese. In generale però ho avuto davvero un bad feeling con la Germania (tranne che Berlino, quella è un’altra storia!)… Come quando vai a trovare uno che sta uscendo di casa 😀 Grazie per essere passata di qui! a presto!

      28 agosto 2015 at 8:50
  • Reply Sara

    Ciao Paola! Concordo e sottoscrivo in pieno! A volte mi è venuto da pensare che per tanti “nordici” accoglienza significhi farti trovare un posto pulito e curato, niente di più e niente di meno. Come dire: “è tutto perfettamente in ordine. Cosa vuoi ancora?”

    9 settembre 2015 at 9:28
    • Reply Paola Annoni

      ecco, questa è un’altra ottima lettura dell’ospitalità nordica…Però è davvero un peccato, per me, non riuscire mai ad entrare in contatto con la gente del posto… La freddezza mi mette incredibilmente a disagio!

      9 settembre 2015 at 10:52
  • Reply Valentina

    Bellissimo questo post!! L’ho letto tutto d’un fiato e condivido praticamente tutto

    27 gennaio 2018 at 19:27
  • Reply Erica

    Ora capisco il tuo “non amore per la Germania” che mi avevi anticipato sul mio post di Berlino. Evidentemente noi siamo stati abbastanza fortunati perché di scortesia non ne abbiamo mai incontrata. Concordo sull’inglese, da mettersi le mani nei capelli. Dalla prima volta che siamo stati in Germania, ogni volta che mi dicono che gli italiani non parlano inglese sobbalzo e aggiungo “anche i tedeschi” (e io insegno inglese….)

    28 gennaio 2018 at 10:59
  • Reply Alessandra

    Molto bello questo post… Devo dire che i pro sono però bellissimi…ordine, pulizia, puntualità… Peccato per la lingua

    20 aprile 2018 at 19:35
  • Reply Marco

    In realta´ devo aggiungere anche io il mio disamore per la Germania. Innamoratissimo della Germania, mi ci sono trasferito, ma dopo due anni ritorno in Italia. Purtroppo dopo un po´ il loro senso di ordine e pulizia non ti basta per vivere: non ti serve avere una strada pulitissima, se poi non vedi un raggio di sole per settimane(mesi) intere; non serve avere uffici bellissimi dove lavorare ed avere una qualita´ del lavoro scadente (per quanto se ne dica, in Italia il prodotto finito e´ di ben piu´ alta qualita´); non serve pagare un cibo 1€ in meno rispetto all´Italia per poi scoprire che non c´e´ scritto da nessuna parte da dove proviene e fa la muffa dopo nemmeno un giorno; non serve avere orari lavorativi piu´ teneri, ma non avere nessuno con cui passare il tuo tempo Libero perche´ nessuno ti rivolge la parola.

    19 giugno 2018 at 14:16
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