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Reggio Emilia. Il circuito OFF e via Roma: una storia di arte, amore e integrazione.

Mentre via Emilia scorre, via Roma invece vive. (1)

Via Roma a Reggio Emilia era un angolo brutto. Di quelli dove la gente non passa, perché ci sono gli immigrati, perché è pericolosa.

Via Roma, adesso, è una storia di amore, integrazione, arte e successo e voglio raccontarvela non per farvi leggere una bella storia, ma perchè vi alziate dalla sedia di casa vostra e andiate a sedervi sulle sedie rosa che arredano tutta la via, che segnalano che all’interno di quel posto c’è un esposizione, ci sono dei pezzi di vita raccontati da un fotografo.

 

Partite dal fondo, fermatevi a mangiare qualcosa alla Ghirba: dalle 7:30 del mattino Maddalena e le altre ragazze saranno lì pronte con un sorriso e le cosine buone che solo chi crede veramente nella territorialità e nel cibo  come mezzo di comunione può preparare.

Lasciate un posto per i muffin al cioccolato. Farebbero tornare il sereno in una giornata di pioggia.P_20160507_122508

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Il Circuito Off racconta storie, via Roma lo fa.

Lo fa nei suoi negozi, nei cortili addobbati a festa, lo fa nelle parole dei suoi abitanti.

Ed è questo il motivo per cui ne continuo a parlare, perchè in questa settimana ho fatto da promoter vocale e da cassa di risonanza delle voci di questo angolo di Emilia.

Perché dai, diciamocelo. Gli emiliani sono gente speciale.

Lo sono stati nel momento in cui la terra ha tremato e alla paura hanno sostituito la forza e il coraggio, lo fanno a Reggio, ogni giorno, portando un esempio di integrazione che ti scalda il cuore.

E’ la via del “popol giost”, il popolo giusto, quello più umile ma anche quello più legato a questa perpendicolare della via Emilia… Ma Elisa e Luca ne hanno dato una definizione che credo sia ancora più azzeccata: via Roma è Pop. Nel senso artistico del termine.

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E così ti ritrovi con una torcia in mano a scoprire la via Emilia di notte, a guardare dentro le pozzanghere, nell’intimità di una famiglia, alzare gli occhi al cielo guardando le stelle o le montagne di Parma, metterti una cuffia anti rumore per scoprire cosa significa essere sordi guardando le immagini di chi ci parla con gli occhi e con le mani. Ti ritrovi in una lavanderia a scovare le immagini sotto i vestiti, in un’erboristeria ad annusare l’arte.

500 metri. Una via unica. Una via che abbiamo calpestato avanti e indietro  per tutta la giornata: sembrava di aver fatto 10 km.

Nel circuito OFF di via Roma devi andare con il cuore e la testa pronti e aperti, perchè le esposizioni sono anche in posti in cui non andresti mai: il cortile privato di una casa, o l’Hotel City, dove un popolo multicolor vive e in cui le pareti ingiallite sono state decorate con immagini di altri mondi.

Ho comprato un pezzo di arte in un distributore: un libricino fatto a mano che racchiude poesie e immagini. Dove puoi farlo?

Dove l’arte è così a portata di mano?IMG_6515

 

E così mi sono sentita coinvolta.

Ascoltando le voci dal vivo degli abitanti di via Roma, sentendo lo spirito multiculturale che uno si aspetta di trovare a Keruzberg, non a Reggio Emilia.

Muoversi tutti in una direzione si può, scegliere di abbattere le barriere si può, fare qualcosa di davvero figo senza spendere milioni si può.

Loro ce l’hanno fatta. Onorate il loro lavoro andandoli a vedere.

Mentre via Emilia scorre, via Roma invece vive.

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Un po’ di informazioni utili

La Biosteria La Ghirba si trova in via Roma 76: i piatti veg(-ani o -etariani) sono buonissimi. I dolcetti, mi hanno steso. Fermatevi qui a mangiare, bevetevi una birra buona, prendetevi tempo di fare quattro chiacchiere.

Tra le mostre, quelle che mi sono piaciute di più sono

– “Darsi alla macchia” di Claudia Fabris. Su attaccapanni, dentro una lavanderia. Gli abitanti di via Roma si sono divertiti a farsi sporcare. I sorrisi, sono stupendi. (lavanderia a gettoni al civico 46/d)

– “Traccia SS9”  di  Lorenzo Vignali. Foto notturne lungo la via Emilia. Non so, aveva qualcosa di speciale, profumava di casa.

-“Duplicating Beauty” di Katiusha Dallaglio al civico 22, perchégirare e guardare tutto da una prospettiva diversa… Beh, bisogna avere davvero un’occhio da fotografa

– “La bellezza delle Piccole Cose” di Cristiano Bonassera. Le sue foto parlano d’amore.

Tutto il programma e le info le trovate qui 

Ovviamente le mostre del circuito OFF sono gratuite. Un motivo in più per andarciIMG_6482

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