Follow:
Browsing Category:

Viaggi

    Thailandia

    Riannusare l’aria di Bangkok

    1544937_10152642316773327_617190514_nA parte il volo e i compagni di volo (la ragazza nel sedile accanto a me ha vomitato per 5 ore… Figlia mia se sai che c’hai il mal d’aria fatti un risino prima di partire), e il fatto che non ho dormito nulla – in compenso ho guardato Cattivissimo me 2, che mi è pure piaciuto un sacco- la mia gioia all’arrivo era piuttosto incontenibile. Bangkok.

    Read more

    Share:
    Consigli di viaggio, Oman

    #5states4two L’inizio del viaggio: Oman

    20140109_113304Ci siamo, siamo ripartiti. Con un notevole entusiasmo da parte di entrambi un po’ per la sorpresa, un po’ perchè è da tempo che non viaggiamo da soli. Il viaggio sarà a spasso verso l’oriente, più o meno. Le tappe, le racconto scrivendo.

    Partiamo dal volo. Dai, lo ammetto, è stato tranquillo. Niente scossoni e un aereo estremamente moderno della Oman Air, dopo aver fatto super ricerche e trovato i voli su Expedia dato che le tappe sono tante e almeno così si riesce a gestire un “andata su… Ritorno da..”senza troppi intoppi. Alla fine non mi ricordo l’ultima volta che ho fatto andata e ritorno dallo stesso posto!

    Read more

    Share:
    Pensieri qua e là, Viaggi, Vietnam

    Ricordi di Vietnam

    206250_10150257852848327_5794500_n

    Tutto parte da un occhio attento, quello di Andrea B, meglio conosciuto come AndreainThailandia che un giorno mi chiede dove è stata scattata la mia foto del profilo del blog, quella con l’ananas in una mano e l’altra a coprire una bocca troppo piena. Me lo chiede ma la risposta me la dà prima che io possa dire la mia. Vietnam, delta del Mekong. Esatto. E poi la domanda “ho cercato sul blog ma del Vietnam non ho trovato niente, come mai?”. Scusateiovado è nato dopo, molto dopo. Ma questa non è una scusa sufficiente. “dovresti scriverne”. Dovrei. Dovrei tirarlo fuori da quelle parti di me così protette da essere coccolate e difese da altri ricordi, perchè il Vietnam è lì, non si tocca. Non se ne parla molto, “ci sono stata, molto bello… Al nord faceva freddissimo e quando il cielo si apre su Sapa è un sogno”. Molto buono e leggero il cibo, sono stata anche al mare… ah, e ho fatto un corso di cucina. Beh, certo, non si può perdere Halong Bay. Fine. Il Vietnam che racconto è questo.

    Read more

    Share:
    Albania, Balcani

    Matrimonio all’albanese! Parte 2

    IMG_9915
    Il nostro secondo giorno a Tirana è quello ufficiale per noi di matrimonio, visto che il primo lo festeggia la sposa. Senza lo sposo. Si, sul serio. La tradizione vuole che lo sposo vada con undici persone a casa della sposa, si beva tutti allegramente un caffè, si mangi un dolcetto e poi tutti fuori dai coglioni. E la sposa festeggia con i suoi parenti e amici mentre lo sposo è a farsi gli affaracci suoi a casa sua. Il problema oltre che di tradizione è logistico, visto che la media di invitati per parte è circa 300. E auguri a qualsiasi ristorante che riuscirebbe a servire 600 piatti di tortelli tutti insieme.

    Read more

    Share:
    Albania, Balcani

    Matrimonio all’albanese – Parte prima

    IMG_9426 (Small)

    Per quanto si stia sviluppando e per quanto stia facendo passi e balzi verso il modernismo… L’Albania, beh, è sempre l’Albania. Se si leggono informazioni sparse da Wikipedia si trovano “dettagli” come “A causa dell’isolamento e del deperimento dei rapporti con il blocco sovietico, alcuni diritti civili come la libertà di parola, di religione, di stampa e di associazione, sebbene la costituzione del 1976 li enunciasse, vennero sensibilmente compressi con una legge del 1977, per garantire stabilità ed ordine”. Tradotto: da queste parti il tempo, si è fermato a lungo. E se la sera non ci siamo accorti di nulla perchè siamo arrivati a notte inoltrata nella guesthouse nei dintorni di Scutari, la mattina tutta la strada era trafficata da carretti trainati da cavalli, ambulanti che portavano in giro carretti e mercanzia alimentare e non gentilmente buttata per terra. Welcome back to India! Scherzi a parte se la si prende con la giusta dose di “viaggioavventurosità” l’Albania è il top.

    IMG_9449 (Small)

    Alla Florian Shkodra Guesthouse and Hostel l’accoglienza è divina (il posto è così cosà, oltretutto difficile da trovare… Ma è abbastanza pulito ed economico, loro gentili e piacevoli, oltre al fatto che c’era una bella comunità di backpackers da tutto il mondo che dormivano qua e là…), la mattina appena svegli facciamo colazione con cetrioli e uova – che io e Gianni ci siamo equamente spartiti: io tutti i cetrioli, lui tutte le uova… – e un pan focaccia delizioso che ho ricoperto di marmellata di fichi. E un caffè, niente birra. Si perchè ho capito che da queste parti ad ogni ora possono offrirti CALOROSAMENTE una birra. A colazione evito, decisamente.

    Accompagniamo due ragazzi francesi e i loro zaini (più grandi dei ragazzi stessi) verso il centro e la stazione della città e così partiamo alla volta di Tirana. Il traffico entrando in città è folle, le gente guida esattamente come in India. Mi viene fatto notare che fino al ’92 da queste parti non esistessero le macchine e che per anni e anni ci siano stati incidenti a ruota libera dato che tutti erano neopatentati. Cioè, sia quelli di 20 che quelli di 70. Vecchi col cappello che sono pure neopatentati. Mi scorre lungo la schiena un leggero brivido di paura.
    IMG_7076 (Small)

    Arriviamo vicini a casa di Qerim, il nostro amico che vive in Italia e padre dello sposo, che subito ci offre una birra ghiacciata… Ne beviamo un po’ ma poi dobbiamo scappare subito, si va a salutare lo sposo che deve partire subito in missione a casa della sposa… Un saluto e lei, poi, farà la sua festa con i suoi amici e i suoi parenti, ovviamente senza lo sposo che dopo un paio d’ore torna a casa e passa il pomeriggio con noi.
    Per pranzo ci portano in un locale tipico, senza avvisarmi che in quel posto le specialità sono due: capretto e agnello. Ci sono rimasta leggermente di ghiaccio. Calcolando che l’agnello non lo mangio e che prima di partire per questo viaggio ho salutato nell’ordine madre, padre, gatta e capra (Margherita la capretta è pure dolce come un qualsiasi cucciolo!) mi sono trovata davanti ad un enorme desiderio di fuga disperata. All’ingresso in bella vista, una capra e un agnello inforcati arrostivano sul girapollo. Mi veniva da piangere. Si risponde alla cortesia e all’ospitalità o si mangia quello che tu consideri un animale domestico? Ho mangiato un po’ di agnello e tanta insalata (e ovviamente due o tre birre ghiacciate, non si sa mai…)
    Il pomeriggio poi, dopo essere stati accompagnati nel b&b senza nome (un bar albergo, senza scritta nè nulla…e mi dispiace terribilmente visto che le camere erano belle, ampie, moderne e soprattutto pulitissime con lenzuola profumate di bucato) e aver cercato per ore di salvare la festa cercando il jack per le casse che pompavano musica in cortile, ci siamo finalmente riposati.
    IMG_9446 (Small)Alle 19:45 appuntamento in un ristorante vicino alla casa di Dorian – lo sposo – per un pre-cena di nozze, circa 100 persone spesate sempre dalla famiglia mangiavano allegramente carne …carne.
    Il pranzo di nozze più veloce della storia. Alle 20:10 erano già tutti a ballare e io e Gianni ci siamo sentiti come due fogne quando abbiamo alzato gli occhi dal piatto e…beh, non c’era praticamente più nessuno. Tutti a ballare.
    Ed è così che è cominciata una delle serate più divertenti e assurde mai passate.

    IMG_9561 (Small)

    Una piccola postilla. Al pomeriggio, al rientro di Dorian dalla visita alla futura sposa (che in realtà è per la burocrazia già sposa da tempo, visto che per avere il permesso di soggiorno hanno firmato in comune 8 mesi prima) sono corsa al primo piano a prendere la macchina fotografica e, come nelle più banali gag da cartone animato, mi sono ritrovata col culo per terra. Sono scivolata. O meglio: sono volata a gambe all’aria facendomi un paio di gradini di marmo con l’osso sacro. Black out. Dolore lancinante che mi ha portata a controllare se non me la fossi fatta addosso e a reggermi a un muretto per non svenire. Ovviamente mi sono guardata in giro per rendermi conto del livello di figura di merda raggiunto e… Fortunatamente tutti erano rivolti all’uscita del cancello, ad accogliere cantando lo sposo. Quasi, tutti. L’unico mi spettatore era un bambino di circa 3 anni che è rimasto per circa 10 secondi con la bocca spalancata a fissarmi. L’ho intimanto di andarsene con le buone, poi ho imprecato con quelle 4 parole che so di dialetto parmigiano verso di lui convinta che almeno il tono l’avrebbe spinto ad andarsene e invece… Nulla. Credo sia ancora lì impalato per lo shock di aver visto un carpiato su gradini in un umido pomeriggio d’estate.

    IMG_9533 (Small)Questa premessa per far capire che quella sera stavo soffrendo (il dolore me lo sono portata dietro circa due mesi… in cui mi sono seduta e sdraiata come una donna incinta di 9 mesi e il mio unico desiderio in questi 70 giorni circa di agonia era una ciambella per le emorroidi… Che mi vergognavo troppo di andare a comprare) e che quindi, bere, mi ha fatto bene.
    Birra ghiacciata, a fiumi. Tutti che ballano, in cerchio, quella che a me sembra sempre la stessa canzone. Uomini e donne saltellano qua e là in cerchio tenendosi saldamente per mano, decisamente instancabili.
    La cosa carina e curiosa ai miei occhi era il loro ballare tutti insieme: donne, uomini, bambini, anziani. In maniera naturale, persone di sesso maschile si tenevano per mano o sventolavano fazzoletti di tulle rosa saltellando come in una tarantella… E no, nessuno di loro sembrava gay, nessuno puntava un gay-dito verso nessun’altro.
    Un po’ ho ballato, foto testimoniano la mia suprema scordinatezza senza dignità, le bambine volevano tutte ballare con me, le cugine di Dorian (ovviamente, mi sembra inutile dirlo ma qui, sono tutti cugini… E’ un mondo di cugini!) mi facevano mille domande e spianavano le loro poche parole di italiano.
    Io mi sono DIVERTITA, ma divertita davvero. Mi sono sentita accolta in maniera così sincera da percepirlo nel cuore. Noi eravamo gli strani, noi eravamo “fuori luogo”, noi quelli che sono stati trattati come principi. E questo era solo il primo giorno, il meglio doveva ancora venire.IMG_9503 (Small)

    Share:
    Europa, Olanda

    In volo verso Amsterdam: la fauna, la parte migliore!

    canne amsterdam

    Se avesse avuto una qualsivoglia utilità pratica avrei studiato antropologia. L’evoluzione degli esseri umani ancora riesce a sbalordirmi.
    Dopo essere partiti da casa alle 4:15 di una non troppo fredda mattina di novembre arriviamo a Milano Malpensa, parcheggiamo, passiamo ai controlli (per sbaglio saltando la fila ma impiegandoci più degli altri vista la famiglia di arabi che ha fatto un casino senza precedenti “passa tu, aspetta, le scarpe, no il kebab e il cibo li devi far passare, no non potete passare insieme..) e poi ci accomodiamo senza fretta nel nostro posto pre assegnato con Easyjet.
    Partiamo per Amsterdam per andare all’Affordable art fair e vedere le foto di Gianni esposte, vedere i canali e il museo di Van Gogh che sogno e desidero da una vita, l’Hermitage, i musei di fotografia. Mi ero dimenticata per un attimo che l’italiano medio va ad Amsterdam per sfondarsi di canne. Me ne sono accorta sena dubbio alcuno mentre ero circondata da baldi giovani sulla ventina tutti vestiti uguali, ma la mia attenzione è stata tutta catalizzata dal tizio davanti a me, che, esaltato dalla vacanza che lo attendeva, non è riuscito a stare zitto nemmeno un minuto, ma questa  su logorrea da emozione, mi ha permesso un’analisi sociologica a dir poco interessante. Ecco gli highlights che questo simpatico milanese del ghetto ha saputo regalarmi. Read more

    Share:
    New England, Rhode Island, USA

    Autunno in New England: Newport

    1385942_10152335109083327_1232872066_n

    Residenze sontuosissime, negozi dai prezzi esorbitanti, passeggiate su marciapiedi a cui manca solo il parquet, barche e yatch qua e là. Se state pensando al telefilm the O.C. Dove il ragazzo ribellissimo viene adottato dalla famiglia di generosi ricconi dalle megaville… Beh, il contesto è come quello ma sull’altra costa. La LP suggerisce di visitare le ville più celebri, ma ci accontentiamo di vederle da fuori (il costo medio è di 20$  a ingresso… Decisamente eccessivo) e forse agli occhi di un europeo sono splendide e maestose, ma niente di strano visto che sono – per lo più – in stile neo rinascimentale italiano o ispirate alla reggia di Versailles.per darci un’occhiata e godersi anche un bel panorama passeggiate sulla Cliff Walk (costeggia il margine orientale della penisola)… Occhio solo se beccate una giornata  uggiosa: si scivola!

    foto

    Per colazione abbiamo optato per il Franklin Spa, un classico diner specializzato principalmente in colazioni. Ho letto il menu ma il mio stomaco era già stato attratto violentemente da un blueberry muffin che troneggiava sotto la classica campana di vetro. I ragazzi hanno optato per omelette ripiene e io “solo un muffin”. La nostra gentilissima cameriera Annie mi domanda un po’stupita “solo un muffin? Vuoi che te lo taglio e te lo griglio?”…
    A parte che il muffin pesava più o meno come un melone, potevo io rifiutare un’offerta del genere? E quindi arriva questa tortina scaldata e “croccantizzata” dalla piastra guarnita dalla classica pallina di burro/cremina. Buonissimo. Per non rimanere indietro con le calorie abbiamo ordinato anche un cabinet, che nella zona di Newport (e del Rhode Island in generale) è un frappè fatto col gelato della consistenza di un… gelato. In questo caso abbiamo scelto quello all’Oreo, ricoperto di panna. Annie, potresti diventare in 5 minuti la mia migliore amica. Crisi da iperglicemia. Ma che gioia!
    Share:
    New England, Rhode Island, USA

    Autunno in New England: Providence

    I famosi gondolieri di Providence..WTF?!

    I famosi gondolieri di Providence..WTF?!

    Providence é proprio come ti aspetti una cittadina con quel nome: baciata da un cielo divino che la rende la cittá perfetta per una pubblicitá di tagliaerba.
    È da passeggiare in lungo e in largo. Niente macchina anche se il quartiere di College Hill è tutto un saliscendi (anche se a me è sembrato solo un sali… Ma forse perchè quando hai 40 ore di veglia alle spalle, tutto ti sembra decisamente un sali), e le case sono decisamente da cartolina, e poi arrivi lì all’ingresso della Brown University -il quarto più vecchio degli Stati Uniti- e ti rendi conto di perchè da queste parti i ragazzi fanno qualsiasi cosa per poter studiare, anche solo sedersi in quel parco perfettamente tosato e studiare riparati dal sole da qualche quercia secolare… Beh, è senza dubbio meglio del parcheggio con qualche pianta infilata nel cemento della Bicocca. Mentre passavamo nelle diverse zone (ah, per la cronaca: in tutto il campus c’è la wifi gratuita) si sono susseguiti nell’ordine: ragazza che dormiva nel prato, gruppo di ragazzi e ragazze che si allenavano con birilli e palline a fare gli artisti di strada, altro gruppetto di canterini che inneggiavano a Dio e all’amicizia, sposa oversize con seguito di damigelle di tutte le etá e tutte le taglie con uomini più interessati al supersigaro che avevano in bocca che alle foto. Un ambiente totalmente rilassato e vivibile… Cioè, a chi verrebbe in mente di andare a fare il servizio fotografico del matrimonio all’incrocio della metro in cui c’è la sede della statale di Milano?1379502_10152335079278327_1655638840_n
    Vagabondiamo per la cittá, passiamo davanti a tutte le case “storiche” ma tutto il nostre attenzioni sono focalizzate tutte sull’incredibile fortuna (ehm, direi più botta di culo) di essere al posto giusto nel momento giusto… Si perchè come segnala la LP uno degli eventi (che viene messo in piedi una decina di volte all’anno) è il WATERFIRE, un’installazione artistica con tutta la festa di contorno. Lungo il fiume vengono montati dei bracieri che poco a poco vengono accesi da “cerimonieri” che a suon di musica accendono con torce infiammate tutte le cataste di legna… Davvero carino. E la parte alimentare non può mancare. Come low budget e soprattutto per soddisfare la voglia di junk food abbiamo optato per un panino da Haven Brothers Diner (accanto alla City Hall), un camioncino allestito a sfornapanini reso celebre dal sanissimo programma Man Vs Food in cui un simpatico ragazzone si ingozza di junk food. E nella puntata dedicata a Providence prima di mettersi contro ad un giocatore di football e ingozzarsi di hot dog ricoperti di carne e cipolla si ferma in questo truck a farsi un triplo murder burger.

    1375068_10152335084733327_921289184_n
    Allora: a parte che l’hot dog era più o meno grande come quello dell’ikea e il mio panino sub con il pollo era assolutamente “normale”… Il murder burger era… Un hamburger normalissimo al costo di un hamburger esagerato. A parte le dimensioni ridotte (la tv ingrassa anche i panini!) 9 dollari e neanche un cetriolino? No dai.

    Share:
    New England, USA

    On board.. Destinazione New England

    Io non è che proprio ho paura di volare. Ho semplicemente guardato troppi film in cui si staccano ali, si scoperchiano aerei e uno sconosciuto dagli addominali perfetti e un’hostess bella e coraggiosa salvano tutti con dello scot

    Adoro i libri"liberati"negli aeroporti:)

    Adoro i libri”liberati”negli aeroporti:)

    h da pacchi e doti di pilotaggio improvvise. E quindi visto che ero circondata da anziani russanti e le hostess erano abbastanza attempate da non dimostrare poi tutta questa paura di morire… Beh, il volo Amsterdam – Boston operato da Delta è stata la solita tortura di turblenze guarnita oltretutto da un bicchiere di vino rosso che la gentile signorina mi ha rovesciato sulla giacca bianca (e pulito prontamente tutto con una sprite che ha dato anche una sfumaura di giallo). Solo quando tocchiamo terra e le hostess insultano quelli che si alzano prima che l’aereo sia fermo, che posso dire davvero di essere arrivata.Almeno in volo ho rinfrescato la mia passione giovanile per il buon Leonardo di Caprio guardandomi il Grande Gatsby. Ah, il bicchiere di vino non era neanche per me. Strano.

    Quanto so di questo intensissimo tour dal profumo d’autunno a parte il nome degli stati che toccherò? Poco, a dir la veritá. parto mediamente poco preparata (viaggiare con un uomo che è un’enciclopedia vivente che ha pure il gps integrato farebbe impigrire anche il viaggiatore più accanito). Parto con la certezza dei colori intensi che mi aspettano e le zucche onnipresenti (oltre al pumkin spice in ogni ricetta!), la gentilezza degli americani e la possibilitá di confrontarla con quella canadese e vedere se le prese in giro di Robin in How I met your mother sono così giustificate. Parto con il blogtour alle Eolie ancora sulla pelle (incredibile, son leggermente bronze) e infilo il piumino in valigia. Parto con la solita voglia di viaggiare. La curiosità è una droga, i viaggi sono la miglior valvola di sfogo!

    Share: