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Paola Annoni

    Europa, Italia

    Un giorno in Franciacorta: scoprire il territorio (e non dover guidare)

    Di vino scrivo pochissimo. Nonostante la mia passione sfrenata, ho sempre il terrore di scrivere cavolate, e tutte le volte che leggo i post di Letizia dei suoi Persorsi, penso che sia meglio che sia lei a raccontarvelo.

    Ma questa volta, che l’avventura di-vina l’ho condivisa con lei, Patrick e Gianni, voglio raccontarvi la mia domenica in Franciacorta. Read more

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    USA, Utah

    Scenic Byway 12, Utah: lungo una strada più bella degli Stati Uniti

    Per viaggiare sulle strade più belle del mondo bisogna vagare tra i 5 continenti: la strada che porta a Milford Sound, alcune strade francesi. Sul suolo americano però la concentrazione è altissima, e negli USA hanno adottato anche una dicitura – Scenic Byway – per trovarle  o per essere preparati quando trovi quel cartello marrone.

    C’è una strada che però è la più bella di tutte le strade: la Scenic Byway 12, ovviamente nello Utah.

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    USA - MI, Utah

    Grand Staircase Escalante: mappa, itinerario di due giorni, informazioni utili e foto

    Le informazioni sul Grand Staircase Escalante sono davvero ridotte: è un parco gigante, che tutti ignorano e che ha strade sterrate che ti fanno passare la poesia di guidare. Quindi ho cercato di mettere insieme guide, esperienze, tutto quello che abbiamo trovato in giro e riorganizzare un itinerario di due giorni con tutto ciò che serve, con tanto di mappa (la trovate in fondo) e una quantità esorbitante di foto (ne avrei messe davvero molte di più!). Read more

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    Nevada, USA

    Il Nevada oltre Las Vegas: cosa fare nel Silver State oltre il gioco d’azzardo

    Nevada = Las Vegas. Sfatiamo questo mito? Questo gigantesco e desolato stato (286 367 km²… Fate conto che è esteso quasi come l’Italia ma con circa 3 milioni di abitanti. In Italia siamo 60 milioni) è nell’immaginario comune sono deserto e qua e là dei gran casinò dove vecchietti di tutti gli States vanno a giocarsi la pensione. Vero, ok. Ma non è solo quello dai!

    Quindi vi porto alla scoperta di un Nevada insolito, ma assolutamente interessante (ovviamente nella natura più estrema). L’itinerario attraverso il Silver State ovviamente parte da Las Vegas, primo avamposto dopo la California. Read more

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    Baja California, Messico

    Baja California: itinerario, consigli e tutte le informazioni per organizzare un viaggio low cost

    Il nostro viaggio è partito prendendo ispirazione da un biglietto super economico su Città del Messico (280€ andata e ritorno con Lufthansa) a cui aggiungere 3 voli interni ( Città del Mexico > Tijuana Cabos San Lucas > Cancun  Cancun > Città del Messico), in modo da abbinare Baja California con lo Yucatan (che tra tutti l’aveva visto solo Gianni). Possono essere fatti separatamente con un po’ più calma.

    In questo post metterò tutto l’Itinerario della Baja California: giorno dopo giorno con hotel, dove mangiare, e qualche dritta in più.

    Noi siamo andati tra febbraio e marzo, perchè l’obbiettivo principale era quello di vedere le balene, che vengono a riprodursi nel nostro periodo invernale (da dicembre a marzo) nelle baie più riparate e calde della penisola.

    L’itinerario va da nord a sud, da Tijuana a Cabo San Lucas, tutto fatto in macchina. Read more

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    Baja California, Messico

    Vedere le Balene in Baja California: whale watching a Guerrero Negro. Tutte le informazioni utili

    Vedere le balene che sguazzano e poterle toccare è un’esperienza davvero unica ed esaltante, forse una delle più fighe che si possano realmente fare. Perché quello che ti aspetti è di vederle da lontano, magari sogni di vedere che escono dall’acqua e saltano. Invece ti ritrovi ad accarezzarle e a giocare con loro, farti lavare tra sbuffi e codate, e pensi che quelli che hai speso sono i migliori soldi che potessi spendere.

    Quindi, ecco tutte le informazioni che vi serviranno per vivere un’esperienza fighissima in Baja California.

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    Hawaii

    Kauai nord: cosa fare, dove mangiare e informazioni utili

    Il jet lag è ancora fortissimo, quindi ci siamo addormentati alle 7 di sera per svegliarci ad un orario giusto per partire… Le 3:40 del mattino. Aspettiamo le 6 per andare a fare colazione alla  Passion Bakery, un posto che assomiglia ad una gioielleria hippie. Fanno i croisscone (croissant + scone) e dei Muffin deliziosi. Peccato che costino come  un diamante di Damiani.
    Direzione nord, prima che piova. Il tempo è assolutamente inclemente in questi giorni.
    Prima tappa, Hanalei. Il suo nome significa “a forma di corona/di mezzaluna” ed è un posticino incantevole.
    Prima di arrivare, passando per una strada ovviamente tutta curve, si passa attraverso l’Hanalei Bridge, un ponticello ad una sola corsia (andate piano!) dal sapore old style. Come il paesino d’altronde. Tutto è costruito in legno e hai l’impressione di essere un po’ in un’altra epoca.
    Ci siamo fermati a mangiare al Village Snack and Bakery shop, un posticino un po’ lurido all’interno di un complesso commerciale. La torta di mele è veramente buona e i prezzi economici (anche per pranzo e colazione, le porzioni esagerate). Ecco, magari prendete le cose e mangiate fuori se non volete ritrovarvi a puzzare come un onion ring tutto il giorno.
    Fate tappa al lungo Pier, che offre una visuale sulla baia da togliere il fiato. Ecco, se non piove puoi anche fare il bagno e non stare al riparo come noi.
    La strada che prosegue verso la Na Pali Coast è veramente come te la immagini: verde, intensa e che ti regala scorci sul mare letteralmente pazzeschi.

    Il Pier di Hanalei

    Il Pier di Hanalei

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    Mentre proseguiamo verso la fine della strada (quando si arriva ad est, dove comincia la celebre Na Pali coast la strada finisce e non si collega alla parte sud est, l’ultimo distributore di benzina si trova a Princeville), facciamo tappa a Tunnels Beach.
    Si trova appena dopo il segna miglio 8 sulla Hwy 560 (Milestone, come si traduce?), ci sono due stradine non asfaltate appena dopo sulla destra. Le stradine sono due, prendete quella a 0.6 Miglia dopo il Milestone dove c’è scritto “public Access”. Se non dovesse esserci posto per parcheggiare fermatevi a Ha’ena Beach Park e camminare poi lungo la spiaggia per arrivare qui. Se parcheggiate lungo la strada qui c’è una possibilità del 100% di beccare la multa. Questa splendida spiaggia è famosa, oltre che per le palme e la bellezza unica, anche per essere il luogo in cui la giovane surfista Bethany Hamilton ha perso un braccio nel 2003 dopo essere stata attaccata da uno squalo. Allora, paranoie a parte, questa spiaggia è una di quelle iperfamose per lo snorkeling (la forma della costa la rende le acque abbastanza calme e tranquille la maggior parte del tempo) per essere estremamente scenografica e per surf e windsurf.

    Tunnel Beach

    Tunnel Beach

    Tunnel Beach quando c'è bel tempo: credit patricksmithphotography.smugmug.com

    Tunnel Beach quando c’è bel tempo: credit patricksmithphotography.smugmug.com

    L’obbiettivo della mattinata non era però la spiaggia, ma camminare  sulla ma. Se digitate “Kauai” probabilmente è la cosa più famosa e scenografica di tutta l’isola. Ovviamente per vederla bene bisogna fare un’escursione o in elicottero o in barca, ma se capitate in giornate orribili come le nostre forse è meglio evitare visti i costi piuttosto alti.

    Quindi ci dobbiamo accontentare del Kalalau trail, forse il trekking più famoso di tutte le Hawaii.

    Una camminata di 11 miglia dal livello di difficoltà intensa. Le prime due miglia che portano fino alla Hanakapi’ai Falls sono in salita, ma non sono pesanti: l’unico grosso problema è il fango. Ci sono tanti pezzi pieni pozzanghere e fango scivoloso se ha piovuto (Hey! Ma che fortuna! Quando siamo andati noi aveva diluviato!). C’è anche la stradina che ti porta alla Hanakapi’ai beach. Qui le correnti sono fortissime quindi se non siete nuotatori esperti (ma anche se lo siete), evitate di fare i fenomeni e pucciate semplicemente i piedi.

    Per arrivare alle Hakakapi’ai falls il percorso è di circa 1.5 h/2 h a seconda del passo. Comunque fattibilissimo. Noi abbiamo dovuto interrompere il cammino prima perché era letteralmente impossibile proseguire senza scivolare ricoperti di fango in fondo alla vallata.

    Fino a qui potete procedere senza permesso. Dalle cascate in poi ci vuole il permesso che va richiesto all’Hawai’i DLNR State park (qui trovate il link diretto per richiederlo) perché si presume che se proseguite volete campeggiare. I permessi sono limitati, quindi se volete farlo dovete davvero organizzarvi per tempo.

    Siamo tornati indietro, purtroppo.

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Kalalau trail

    Na Pali Coast dal Kalalau trail

    Na Pali Coast dal Kalalau trail

    Na Paili coast vista da davanti

    Na Paili coast vista da davanti

    Ci siamo rimessi sulla strada, facendo quelle tappe perse all’andata: prima di tutte Princeville. Questo posto molto fashion e lussuoso, è stato chiamato così dopo che il principe Alberto venne in visita al figlio del Re Kamehamea IV. Ci siamo avvicinati al St.Regis Princeville ma tra praticelli all’inglese e gente con il rolex abbiamo preferito lasciare perdere. E’ un posto molto fashion dal panorama bello.

    Da non perdere in zona il famoso Hanalei Valley lookout (basta inserirlo su google maps) e se avete fame, potete prender qualcosa al Princeville Shopping center, dove oltre a qualche ristorante (e negozi davvero carini, oltre ad una libreria – che in questo caso è proprio solo una libreria fisica – dove tutto costa 1$) c’è anche un foodlands.

    Riproviamo a raggiungere un posticino carino camminando: il Queen’s bath, una specie di piscina naturale che si è formata tra le rocce laviche. Per raggiungerla bisogna fare un trekking di circa 10 minuti. Il problema è che se state visitando le Hawaii d’inverno la possibilità che piova o che abbia piovuto è piuttosto alta e quindi il percorso fangoso.

    Questa introduzione per raccontarvi una delle cadute più scenografiche mai viste. Ovviamente è caduto Gianni, altrimenti non ci sarebbe nulla da ridere. In pratica il percorso è breve ma molto ripido, quindi quando si bagna diventa tutto una specie di scivolo di fango e quando metti un piede sbagliato… E’ un attimo che fai un triplo carpiato atterrando nel fango solo per metà.

    Se avete voglia di fare foto assolutamente scenografiche, al ritorno fermatevi al faro di punta Kilauea (Kilauea Lighthouse): ci si arriva facilmente al milestone 23, uscendo da Kolo Road. Costruito nel 1913 è stato in funzione fino al 1970. E’ il punto più a nord delle Hawaii ed è stato fondamentale come riferimento quando nel 1927 Maitland e Hegenberger stavano tentando la prima traversata transoceanica, perché vista la strumentazione del tempo stavano volando troppo lontano dalla rotta.

    Per il pranzo “tardivo” (tante  volte noi mangiamo una sola volta al giorno  ma bene, intorno alle 15/16), abbiamo optato per il Chicken in a Barrel, un posticino a nord di Kapaa (in realtà ci sono diverse filiali sull’isola, ad Hanalei, Kapaa e Waimea), un posticino che fa BBQ davvero squisito. Ovviamente abbiamo preso il sampler Plate.

    E ogni giorno lo penso di più: Kauai, col bel tempo, dev’essere qualcosa di davvero incredibile.

     

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    a beautifull Mess

    10 idee per un Viaggio di Nozze

    10 idee di Viaggio per un viaggio di Nozze

    Che io di lavoro organizzo viaggi di nozze (e non) per viaggiatori indipendenti è chiaro a tutti, vero? Il mio lavoro è questo, la mia startup, la mia azienda, le mie tasse da pagare (uh! Sì, le pago eh!), la mia passione assoluta.

    Organizzare i viaggi non è una passeggiata, farlo per gli altri è ancora più difficile perchè devi capire quello che vogliono e farlo combaciare con quello che è adatto, cercare di capire il ritmo giusto, rendere una passeggiata quello che in realtà è un lavoro da equilibrista. Ma… Read more

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    Roma da gustare: due giorni a spasso per la capitale

    Ho provato a contare le volte in cui sono stata a Roma. La prima, con la mia famiglia. Una delle prime tappe del “tanto poi quando sarete grandi andrete all’estero” tour, che negli anni ha toccato Roma, Firenze, l’Umbria, Venezia e Verona.

    Poi da sola, per la prima volta, in un viaggio notturno, in cui per l’agitazione non ho chiuso occhio. Avevo 17 anni e mi sentivo grandissima, non ancora maggiorenne in giro per la città. Dormivo da un’amica dei miei genitori, che mi aveva adottata a distanza. Una signora nubile e spassosa, che tra una Camel 100s fumata a metà e un “chettelodicoaffàre?”, mi aveva fatto innamorare ancora di più di quella città. Read more

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